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Pensione anticipata: con stipendi bassi si rischia di lavorare oltre i 67 anni. Cosa dice la nuova circolare INPS

Pensione a 67 anni? Non per tutti: ecco cosa cambia davvero

L’uscita dal lavoro a 67 anni potrebbe non essere garantita per tutti i lavoratori. In particolare, chi percepisce uno stipendio basso rischia di dover lavorare più a lungo per maturare il diritto alla pensione.

A chiarirlo è l’INPS con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, che aggiorna i parametri contributivi e mette in evidenza un aspetto spesso sottovalutato: il livello di reddito incide direttamente sulla maturazione dei contributi.


Come funziona il sistema contributivo in Italia

Per accedere alla pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni, è necessario soddisfare un requisito fondamentale:

  • almeno 20 anni di contributi
  • equivalenti a 1.040 settimane contributive

Ma attenzione: non tutte le settimane lavorate vengono automaticamente riconosciute come “piene”.


Il problema degli stipendi bassi: il minimale contributivo INPS

Il nodo centrale riguarda il cosiddetto minimale di retribuzione.

Per il 2026, l’INPS ha stabilito che:

  • il minimale giornaliero è di circa 58,13 euro
  • il minimale settimanale è di circa 244 euro lordi
  • pari a circa 1.000 euro lordi mensili

👉 Solo raggiungendo questa soglia, una settimana lavorativa viene conteggiata come settimana contributiva piena.


Cosa succede se guadagni meno di 1.000 euro al mese

Se il reddito è inferiore a questa soglia, il meccanismo cambia:

  • le settimane vengono accreditate in modo proporzionale
  • non si maturano tutte le 52 settimane annue

Esempio concreto

Con uno stipendio di:

  • 800 euro lordi al mese
  • circa 9.600 euro annui

si maturano solo 39 settimane contributive l’anno, invece di 52.

👉 Risultato:
per raggiungere i 20 anni contributivi reali serviranno oltre 26 anni di lavoro.


Perché si rischia di lavorare oltre i 67 anni

Questo sistema può creare una situazione critica:

  • un lavoratore può aver lavorato “per 20 anni”
  • ma non aver maturato 20 anni di contributi pieni

👉 Conseguenza:
la pensione a 67 anni può slittare.

Questo riguarda soprattutto:

  • lavoratori part-time
  • contratti discontinui
  • lavoratori con redditi bassi
  • molte donne
  • occupazioni precarie

Non è una scelta dell’INPS: cosa dice la legge

È importante chiarire che questo meccanismo:

  • non è una decisione arbitraria
  • deriva dalle regole del sistema contributivo

In particolare:

  • D.Lgs. 124/1993
  • riforme previdenziali degli anni ’90

Un sistema che penalizza i redditi bassi

Dalla normativa emerge un effetto concreto:

  • chi guadagna meno deve lavorare di più
  • chi guadagna di più raggiunge prima i requisiti

👉 Questo crea una disparità reale nel sistema previdenziale.


Come evitare brutte sorprese sulla pensione

Per non trovarsi impreparati, è fondamentale:

  • verificare la propria posizione contributiva
  • controllare l’estratto conto INPS
  • valutare versamenti volontari
  • considerare strumenti di integrazione previdenziale

In sintesi

La nuova circolare INPS evidenzia un punto chiave:

  • stipendio basso = meno contributi accreditati
  • meno contributi = pensione più lontana

👉 L’età pensionabile di 67 anni resta valida, ma non è più una certezza per tutti.

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