Dal 2026 arrivano importanti novità per i lavoratori infortunati o colpiti da malattia professionale: l’assegno di incollocabilità INAIL verrà erogato fino a 67 anni, e non più fino a 65. Si tratta di un’estensione di due anni che allinea finalmente questa tutela assistenziale all’età prevista per la pensione di vecchiaia.
La misura mette fine a una storica sfasatura tra sistema previdenziale e tutele Inail, rafforzando la protezione economica per chi non è più in grado di reinserirsi nel mercato del lavoro.
L’innalzamento del limite anagrafico è stato:
Dal 1° gennaio 2026, l’assegno di incollocabilità:
L’obiettivo è garantire continuità assistenziale fino al momento del pensionamento, evitando vuoti di reddito proprio nella fase più delicata della vita lavorativa.
L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica erogata dall’INAIL ai lavoratori:
La prestazione è riconosciuta quando:
Si tratta, quindi, di soggetti che non possono accedere neppure al collocamento mirato e che necessitano di un sostegno economico stabile.
Per accedere (o continuare a beneficiare) dell’assegno di incollocabilità, devono essere soddisfatti questi requisiti:
L’estensione anagrafica non modifica gli altri requisiti sanitari, ma amplia la durata della tutela.
L’importo dell’assegno di incollocabilità viene aggiornato annualmente in base all’inflazione. Attualmente è pari a:
Anche negli anni successivi l’importo potrà essere rivalutato, così da preservare il potere d’acquisto e mantenere efficace il sostegno economico.
La riforma si inserisce in un quadro più ampio di armonizzazione tra assistenza e previdenza. Il legislatore ha infatti lasciato aperta la possibilità di ulteriori adeguamenti futuri, qualora l’età pensionabile dovesse essere nuovamente innalzata.
In questo modo:
Dal 2026:
Una riforma attesa, che rappresenta un passo concreto verso una protezione più equa e continuativa per i lavoratori impossibilitati a tornare al lavoro dopo un infortunio o una malattia professionale.