13.1 C
Comune di Sciacca

Addio TARI nel 2026: arriva la TARIP, come funziona la tariffa puntuale e cosa fare per pagare meno

Pubblicato:

Dal 2026 la TARI lascia progressivamente spazio alla TARIP, la Tariffa Puntuale sui Rifiuti. Un cambiamento destinato a incidere direttamente sulle bollette di famiglie e imprese, perché il nuovo sistema lega l’importo da pagare alla quantità effettiva di rifiuti prodotti. In altre parole: chi inquina meno, paga meno.

Vediamo come funziona la TARIP, dove è già in vigore, chi può risparmiare e cosa fare concretamente per abbassare l’importo.


Cos’è la TARIP e perché sostituisce la TARI

La TARIP (Tariffa Rifiuti Puntuale) è un’evoluzione del tradizionale tributo sui rifiuti.
Mentre la TARI si basa su criteri presuntivi (superficie dell’immobile e numero di occupanti), la TARIP introduce un sistema più equo e misurabile, fondato sul principio europeo del “Pay as you throw” (paghi per quello che butti).

L’obiettivo è duplice:

  • incentivare la riduzione dei rifiuti;
  • aumentare la raccolta differenziata, in linea con i target ambientali UE.

Dove è già applicata la TARIP in Italia

Ad oggi, la TARIP è attiva in oltre 1.100 Comuni italiani, coinvolgendo circa 8,1 milioni di cittadini.
La diffusione è fortemente sbilanciata:

  • Nord Italia: circa il 94% dei Comuni TARIP;
  • Centro-Sud e Isole: applicazioni ancora sporadiche (pochi Comuni in Sicilia, Puglia e Sardegna).

La TARIP diventa obbligatoria solo se il Comune dispone di sistemi di misurazione puntuale, come contenitori con chip RFID o pesatura automatica.


Differenze tra TARI e TARIP: cosa cambia davvero

Le differenze tra i due sistemi sono sostanziali:

🔹 TARI

  • calcolo basato su metri quadri e numero di residenti;
  • importo fisso, indipendente dai comportamenti;
  • nessun incentivo concreto a ridurre i rifiuti.

🔹 TARIP

  • calcolo basato su peso o volume dei rifiuti prodotti;
  • chi differenzia di più e conferisce meno secco paga meno;
  • sistema più equo e trasparente.

Come si calcola la TARIP

La bolletta TARIP è composta da tre voci principali:

  1. Quota fissa
    Determinata dalla superficie dell’immobile (copre i costi generali del servizio).
  2. Quota variabile base
    Include un numero minimo annuo di svuotamenti del secco non riciclabile.
  3. Quota variabile aggiuntiva
    Scatta se si supera il numero di svuotamenti inclusi: ogni conferimento extra aumenta l’importo.

Il monitoraggio avviene tramite contenitori dotati di microchip, che registrano ogni esposizione e – in molti Comuni – anche il peso dei rifiuti conferiti.


Perché con la TARIP puoi risparmiare

I vantaggi principali del nuovo sistema sono evidenti:

  • bolletta più bassa per chi produce meno rifiuti;
  • incentivo concreto alla raccolta differenziata;
  • maggiore sostenibilità ambientale;
  • sistema più giusto rispetto alla tassazione “a forfait”.

Inoltre, la TARIP contribuisce al raggiungimento degli obiettivi UE, come il 55% di riciclo dei rifiuti urbani.


Cosa fare per pagare meno con la TARIP

Per ridurre l’importo della bolletta è fondamentale cambiare abitudini:

  • differenziare correttamente carta, plastica, vetro e organico;
  • ridurre al minimo il secco non riciclabile;
  • esporre il bidone del secco solo quando è realmente pieno;
  • evitare conferimenti inutili che fanno aumentare il numero di svuotamenti.

Ogni esposizione in meno può tradursi in decine di euro di risparmio a fine anno.


TARIP e controversie: cambia anche il giudice competente

Un’ultima novità rilevante riguarda la giurisdizione.
Con il passaggio dalla TARI alla TARIP, la tariffa assume natura corrispettiva e non più tributaria. Questo significa che:

  • le controversie non rientrano più nel giudice tributario;
  • la competenza passa al giudice ordinario.

Lo ha chiarito la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto (sentenza n. 236 del 4 marzo 2024).


In sintesi

La TARIP segna un cambio di paradigma: non più una tassa uguale per tutti, ma una tariffa proporzionata ai comportamenti reali. Per i cittadini più attenti all’ambiente – e al portafoglio – può diventare un’occasione concreta di risparmio.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it

Articoli correlati

Articoli Recenti