Dal 2026 la TARI lascia progressivamente spazio alla TARIP, la Tariffa Puntuale sui Rifiuti. Un cambiamento destinato a incidere direttamente sulle bollette di famiglie e imprese, perché il nuovo sistema lega l’importo da pagare alla quantità effettiva di rifiuti prodotti. In altre parole: chi inquina meno, paga meno.
Vediamo come funziona la TARIP, dove è già in vigore, chi può risparmiare e cosa fare concretamente per abbassare l’importo.
La TARIP (Tariffa Rifiuti Puntuale) è un’evoluzione del tradizionale tributo sui rifiuti.
Mentre la TARI si basa su criteri presuntivi (superficie dell’immobile e numero di occupanti), la TARIP introduce un sistema più equo e misurabile, fondato sul principio europeo del “Pay as you throw” (paghi per quello che butti).
L’obiettivo è duplice:
Ad oggi, la TARIP è attiva in oltre 1.100 Comuni italiani, coinvolgendo circa 8,1 milioni di cittadini.
La diffusione è fortemente sbilanciata:
La TARIP diventa obbligatoria solo se il Comune dispone di sistemi di misurazione puntuale, come contenitori con chip RFID o pesatura automatica.
Le differenze tra i due sistemi sono sostanziali:
La bolletta TARIP è composta da tre voci principali:
Il monitoraggio avviene tramite contenitori dotati di microchip, che registrano ogni esposizione e – in molti Comuni – anche il peso dei rifiuti conferiti.
I vantaggi principali del nuovo sistema sono evidenti:
Inoltre, la TARIP contribuisce al raggiungimento degli obiettivi UE, come il 55% di riciclo dei rifiuti urbani.
Per ridurre l’importo della bolletta è fondamentale cambiare abitudini:
Ogni esposizione in meno può tradursi in decine di euro di risparmio a fine anno.
Un’ultima novità rilevante riguarda la giurisdizione.
Con il passaggio dalla TARI alla TARIP, la tariffa assume natura corrispettiva e non più tributaria. Questo significa che:
Lo ha chiarito la Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto (sentenza n. 236 del 4 marzo 2024).
La TARIP segna un cambio di paradigma: non più una tassa uguale per tutti, ma una tariffa proporzionata ai comportamenti reali. Per i cittadini più attenti all’ambiente – e al portafoglio – può diventare un’occasione concreta di risparmio.