Gli Speciali

Trattamenti chirurgici per l’ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una condizione patologica causata dall’aumento volumetrico della prostata che che può  determinare una compressione dell’uretra  causando disturbi significativi allo svuotamento vescicale. Dagli ultimi dati epidemiologici, i  sintomi delle basse vie urinarie (LUTS Lower Urinary Tract Syntoms),  causati dall’ipertrofia prostatica benigna, condizionano la vita del 70% della popolazione maschile sopra i 65 anni.

Tra questi disturbi, si segnalano difficoltà nell’iniziare la minzione, flusso urinario debole e svuotamento incompleto della vescica, minzione frequente diurna e notturna, dolore persistente, deficit erettile associato. Nei casi più severi può insorgere una insufficenza renale causata dall’elevato ristagno di urina in vescica Quando i trattamenti farmacologici non sono sufficienti o i sintomi peggiorano, si può ricorre al trattamento chirurgico.

Le tecniche classiche sono rappresentate dalla resezione transuretrale della prostata (TURP), e l’adenomectomia. Queste tecniche mirano a rimuovere il tessuto prostatico in eccesso, ripristinando un corretto flusso urinario. La scelta del trattamento dipende dalla dimensione della prostata, dalla gravità dei sintomi e dalla salute generale del paziente.

Negli ultimi anni l’innovazione tecnologica ha consentito di implementare l’offerta terapeutica, affiancando alle  tecniche chirurgiche tradizionali nuove metodiche basate sull’utilizzio di Laser (Mini Invasive) e tecniche Ultra-Mini-invasive. 

Personalizzare il trattamento chirurgico è essenziale per garantire il massimo beneficio al paziente. Lo scopo è offrire  tempi di ospedatizzazione ridotti e rapido recupero funzionale, migliorando la qualità della vita con un rapido ritorno alle normali attività quotidiane. 

Resezione transuretrale della prostata (TURP)

La resezione transuretrale della prostata (TURP) è un intervento chirurgico endoscopico utilizzato per trattare l’ipertrofia prostatica benigna. Durante questa procedura, il chirurgo introduce attraverso l’uretra un resettoscopio dotato di luce, telecamera e un’ansa diatermica (mono o bipolare), che consente di asportare il tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione, ripristinando il normale flusso urinario. Il tessuto rimosso viene solitamente inviato per un’analisi istologica al fine di escludere eventuali patologie maligne.

L’intervento dura generalmente dai 60 ai 90 minuti e viene eseguito in anestesia loco-regionale o, in alcuni casi, generale. Al termine della procedura, viene posizionato un catetere vescicale per facilitare il drenaggio e il lavaggio della vescica. Questo catetere viene solitamente rimosso dopo 24-48 ore.

Vantaggi

La TURP è ancora oggi considerata lo standard di riferimento per il trattamento chirurgico dell’ipertrofia prostatica benigna di dimensioni moderate (fino a circa 80 – 100 gr. 

Tra i principali vantaggi vi sono:

  • Efficacia nel migliorare i sintomi urinari associati alla prostata ingrossata.
  • Rapido sollievo dall’ostruzione uretrale.
  • Significativa riduzione della frequenza e della difficoltà di minzione.
  • Essendo una procedura endoscopica, la TURP non richiede incisioni esterne.
  • Questo si traduce in tempi di degenza e recupero brevi, che contribuiscono a migliorare rapidamente la qualità della vita del paziente.

Svantaggi

Nonostante la sua efficacia, la TURP presenta alcuni svantaggi e potenziali effetti collaterali:

  • Rischio di sanguinamento durante o dopo l’intervento.
  • Possibilità di infezioni urinarie.
  • Comparsa di disfunzioni nella minzione, come incontinenza urinaria o eiaculazione retrograda (dove il liquido seminale entra nella vescica anziché uscire).
  • La TURP potrebbe non essere indicata per pazienti con prostata molto voluminosa o con  specifiche patologie associate.
  • In alcuni casi, potrebbe essere necessario un trattamento supplementare nel tempo.

Adenomectomia a cielo aperto

L’adenomectomia a cielo aperto è un intervento chirurgico tradizionale utilizzato per trattare l’ipertrofia prostatica benigna, specialmente quando la prostata è molto voluminosa e le tecniche endoscopiche non sono adatte o insufficienti. 

Questa procedura può essere eseguita con tecnica tradizionale oppure tramite approccio robotico assistito, che garantisce una maggiore precisione.

Vantaggi

Come detto, il principale   vantaggio dell’adenomectomia è la capacità di rimuovere adenomi prostatici di grandi dimensioni, oltre i limiti delle tecniche endoscopiche. L’intervento consente inoltre di affrontare simultaneamente altre patologie associate, come calcoli o diverticoli nella vescica, in un unico trattamento.

L’accesso e la visione diretta,  permettono una rapida asportazione del tessuto prostatico in eccesso, offrendo risultati molto efficaci, anche in presenza di sintomi urinari gravi.  

Svantaggi

Essendo una procedura invasiva, l’adenomectomia comporta maggiori rischi rispetto agli interventi endoscopici. Tra questi vi sono una degenza ospedaliera più lunga, generalmente di 4-7 giorni, un rischio più elevato di sanguinamento e di complicanze post-operatorie, come infezioni o difficoltà nella minzione.

Il periodo di recupero è più lungo e potrebbe essere necessario mantenere il catetere vescicale per alcuni giorni. Inoltre, rispetto agli approcci laser o robotici, questa tecnica comporta un maggior trauma ai tessuti e un dolore post-operatorio più intenso.

Tuttavia, nelle situazioni in cui la prostata è molto voluminosa o in presenza di altre condizioni complesse, l’adenomectomia rappresenta una valida opzione terapeutica.

Tecniche Laser (Mininvasive)

Queste procedure utilizzano fibre ottiche laser per trattare prostate di varie dimensione

La tecnica prevede l’introduzione, per via uretrale, di uno strumento dotato di una telecamera in punta attraverso il quale si introduce una sonda laser, delle dimensioni inferiori al millimetro. Questa sonda, a seconda della tecnica utilizzata, ha la possibilità di vaporizzare il tessuto prostatico o di enuclearlo, ossia asportare la parte centrale della ghiandola per poi rimuoverla in un secondo momento attraverso uno strumento che riduce la parte rimossa in piccoli frustoli (Morcellatore) che verranno poi rimossi dalla vescica sempre attraverso lo strumento endoscopico. Secondo la tecnica si parlerà quindi di vaporizzazione, vaporesezione, resezione, enucleoresezione o enucleazione dei lobi prostatici. La tecnica sarà decisa in base alle caratteristiche del paziente, alle patologie associate e, di conseguenza, dai farmaci assunti.Tutte le procedure laser possono essere eseguite in anestesia loco-regionale o generale. Il paziente risale dalla sala operatoria con il catetere vescicale ed il lavaggio vescicale continuo. 

HoLEP (Enucleazione con Laser ad Olmio): Particolarmente indicata per prostate molto voluminose, scolla l’adenoma dalla capsula prostatica in modo preciso, permettendone una asportazione completa.

GreenLight Laser (Laser Verde): Vaporizza il tessuto prostatico, ovvero ne deremina la bruciatura e la conseguente vaporizzazione tramite il Green Laser. È spesso scelta per pazienti che assumono farmaci anticoagulanti grazie alle eccellenti proprietà emostatiche.

ThuLEP: Utilizza il laser al Tullio per l’enucleazione, simile alla HoLEP ma con diverse proprietà termiche

Vantaggi

Tra i vantaggi dell’enucleazione laser vi è la capacità di asportare completamente il tessuto prostatico ingrossato, anche per prostate molto voluminose, con un rischio ridotto di sanguinamento rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo rende la procedura adatta anche a pazienti con controindicazioni emorragiche.

Inoltre, l’assenza di incisioni esterne e l’uso della tecnica laser permettono un rapido recupero, una degenza breve (spesso inferiore a 24 ore), minori effetti collaterali come l’eiaculazione retrograda e migliori risultati a lungo termine nel miglioramento dei sintomi urinari. La qualità della vita del paziente dopo l’intervento è generalmente molto buona.

Svantaggi

Nonostante i molti vantaggi, l’enucleazione laser presenta alcune limitazioni. È una tecnica che richiede attrezzature tecnologicamente avanzate e un’elevata esperienza da parte del chirurgo, per cui può essere eseguita solo in centri specializzati.

In rari casi, il tessuto prostatico enucleato può essere troppo grande o duro per essere rimosso con il morcellatore, necessitando un’incisione addominale per il recupero – situazione che accade in circa il 3% degli interventi. Inoltre, come in ogni procedura endoscopica, possono comparire effetti collaterali come irritazione vescicale o presenza di catetere vescicale per alcuni giorni dopo l’operazione.

Tecniche Ultra-Mininvasive

Ideali per chi desidera preservare la funzione eiaculatoria, o necessita di interventi rapidi a causa di importanti comorbilità associate: 

Rezum (Vapore Acqueo): Inietta vapore acqueo nella prostata per ridurre il volume del tessuto. Si esegue in pochi minuti e spesso in regime di day-hospital. Ideale per prostate di media-piccola volumetria. Necessita di cateterismi post operatori prolungati.  

UroLift: Prevede l’inserimento di piccoli impianti permanenti che “tengono aperta” l’uretra comprimendo i lobi prostatici, senza rimuovere tessuto. Ideale per prostate di piccole dimensioni, spesso necessari successive trattamenti  aggiuntivi. 

Una menzione merita sicuramente l’iTind: è una procedura mininvasiva e temporanea per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), che utilizza un dispositivo in nitinol inserito per 5-7 giorni per rimodellare l’uretra prostatica. Ideale per pazienti che cercano un’alternativa ai farmaci o alla chirurgia, offre un rapido sollievo dai sintomi urinari, preservando la funzione sessuale ed eiaculatoria.

Il dispositivo viene posizionato per via transuretrale in anestesia locale o leggera sedazione durante una breve procedura di day hospital. Una volta inserito, il dispositivo si espande delicatamente, esercitando una pressione mirata che rimodella il collo vescicale e l’uretra prostatica. Dopo 5-7 giorni, il dispositivo viene rimosso in ambulatorio, garantendo un rapido ritorno alle normali attività.

Vantaggi

Non richiede catetere dopo l’impianto, migliora significativamente il flusso urinario (Qmax) e non comporta rischi di disfunzione erettile o eiaculazione retrograda.

Indicazioni

È particolarmente indicato per pazienti con prostate di dimensioni moderate che desiderano preservare la funzione sessuale. 

I risultati clinici mostrano un miglioramento del flusso urinario e una riduzione dei sintomi, con effetti stabili nel tempo.

Conclusione

L’ipertrofia prostatica condiziona severamente la qualità di vita della maggior parte degli uomini over 60. Spesso il trattamento farmacologico non è sufficente ed occorre ricorrere ad una procedura chirurgica. 

Le nuove tecnologia hanno  indiscutibilmente ampliato il ventagio terapeutico a disposizione dell’Urologo.

Ad oggi non vi è una tecnica chirurga  in assoluluto  migliore delle altre. Le varie metodiche andrebbero utilizzate con sapienza dallo specialista, per offrire al paziente una terapia sartoriale, basata sulla tecnica chirurgica  più corretta rispetto a dimensioni e forma della prostata, alle comorbilità associate ed alle preferenze del paziente.

Un consulto  specialistico è quindi fondamentale per una corretta diagnosi dell’ipertrofia prostatica benigna, e per guidare il paziente nel labirinto delle varie suluzioni terapeutiche gantendo la scelta della tecnica chirurgica migliore in base alle caratteristiche della prostata ed alle preferenze del paziente.

L’UOC di Urologia di Sciacca offre alla cittadinanza un insieme di tecniche per il trattamento dell’IPB, ( TUR P mono e bipolare, ThuLEP, Rezum, iTind) che consentono di risolvere, in maniera “ sartoriale” per il paziente, tutte le  condizioni ostruenti determinate dall’ipertrofia prostatica.

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Disclaimer medico:
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere medico, la diagnosi o il trattamento personalizzato. In caso di dubbi, sintomi sospetti o necessità di approfondimenti, rivolgiti sempre al tuo medico curante o a uno specialista qualificato.

La prevenzione inizia da una visita.

Sezione Salute Risoluto – Responsabile Partnership Strategiche Dino Capraro

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