Guerra Ucraina: la Russia continua a bombardare

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bandiera ucraina

La guerra in Ucraina dura ormai da due settimane. Al quindicesimo giorno di conflitto dall’invasione da parte della Russia dell’Ucraina, i bombardamenti non si fermano. Falliti anche i negoziati in Turchia tra i ministri degli Esteri Lavrov e Kaluba. Intanto continuano le conseguenze economiche della guerra anche in Europa.

La Russia non intende cedere e nei negoziati non si parla di pace né di fine del conflitto. L’Ucraina non intende arrendersi e cedere il suo territorio al controllo russo. La Russia vuole che l’Ucraina non entri nella Nato né nell‘Unione europea per non avere uno stato confinante che appartiene alla sfera di influenza occidentale. Bensì vorrebbe che l’Ucraina fosse uno stato cuscinetto così come era quando c’era l’Urss. Il sogno di Putin è ricreare il Patto di Varsavia e ricostruire l’Urss ma l’Ucraina non ha alcuna intenzione di diventare uno stato vassallo della Russia come la Bielorussia. Secondo alcuni analisti e anche secondo il presidente ucraino Zelensky, Putin non ha intenzione di fermarsi a Kiev ma toccherà anche agli stati Baltici e alla Polonia, nonostante le smentite della Russia.

La strage sui civili in fuga dall’Ucraina

All’alba di questa mattina sono iniziati nuovi bombardamenti in altre tre città che erano rimaste fuori dal conflitto: Dnipro – dove è stato colpito un centro residenziale, Ivano-Frankivsk e Lutsk due città non lontane da Leopoli. Colpita anche la parte occidentale del paese. Intanto le città di Kharkiv e Mariupol vengono massacrati. Bombardamenti e missili continui anche sui civili nella città di Mariupol. Come dimostra la distruzione del reparto maternità e pediatrico dell’ospedale di Mariupol in cui sono rimasti uccisi anche tre bambini.

Una strage di civili che sta creando la crisi umanitaria più grande della storia soprattutto per i tempi rapidi in cui sta avvenendo. Secondo i dati dell’Onu sono circa 2,5 e mezzo i profughi che hanno lasciato le città sotto i bombardamenti. Una fuga non facile dato che la Russia ha violato il cessate il fuoco concordato con l’Ucraina per permettere ai civili di attraversare le frontiere. La Russia ha sparato sui civili colpe anche i corridoi umanitari più volte.

Prezzi alle stelle: le conseguenze della guerra

Intanto le sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia si stanno ripercuotendo anche sulle borse mondiali e le conseguenze della guerra si stanno facendo sentire. Negli anni paesi europei, tra cui l’Italia, si sono resi sempre più dipendenti dal gas russo. Più del 40% della fornitura di gas proviene dai gasdotti russi. La guerra nel territorio ha provocato un aumento dei prezzi che si sta ripercuotendo sul caro bollette nel nostro paese.

Anche il prezzo del carburante è salito alle stelle e molte fabbriche e industrie sono state costrette a bloccare la produzione. L’aumento dei prezzi ha imposto autotrasportatori e pescherecci a scioperare per l’impossibilità di lavorare. La guerra ha provocato anche un aumento de grano facendo salire i prezzi del pane e altri derivati di prima necessità. Questo porterà gravi conseguenze nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa che importano da quello che è chiamato il “granaio d’Europa“, ovvero l’Ucraina.

La paura di una nuova Chernobyl

Alta la tensione anche per quanto riguarda le centrali nucleari. Negli ultimi giorni c’è stato un allarme da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che ha segnalato l’assenza di messaggi da parte della centrale di Chernobyl. L’esercito russo ha occupato la centrale dopo l’invasione e lo scollegamento dalle rete elettrica ha preoccupato l’Europa per le eventuali fuoriuscite radioattive. Il timore di una nuova Chernobyl non è del tutto scongiurato e l’Aiea continua a tenere sotto controllo le centrali.