I giornalisti russi in fuga

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Dalla guerra non sono scappati solo gli ucraini accolti come profughi nei paesi europei. Ma anche i russi, soprattutto giornalisti e media per paura della censura e delle dure ripercussioni del Cremlino su chi non segue la propaganda russa.

Molti giornali e network indipendenti sono stati costretti a chiudere dall’inizio della guerra. Con l’ossessione del Cremlino di promuovere nel paese la propaganda dell’operazione militare speciale per liberare il popolo russo dai neonazisti ucraini, la censura è diventata sempre più stringente. Tanto che molti giornalisti indipendenti, che non si sono voluti adeguare a quella linea che la tv russa propina quotidianamente, sono stati costretti a fuggire.

Quei giornalisti che hanno trovato rifugio in un altro paese, spesso in Europa, non hanno intenzione di ritornare, quantomeno non per il momento. Hanno preferito lasciare il loro paese perché in disaccordo con il Cremlino e hanno condannato questa guerra. Per questo era impossibile per loro continuare ad esercitare la loro professione.

Chiunque lavori nel mondo dell’informazione e non ha intenzione di adattarsi alla propaganda di Putin è meglio che lasci il paese se non vuole finire nel mirino della censura. L’informazione in Russia è manipolata, oggi più che mai i dissidenti e oppositori di Putin non hanno vita lunga. Per questo, l’informazione indipendente dallo stato non esiste più.

Questi giornalisti non sentono di aver tradito la loro patria, loro si oppongono al regime di Putin non alla Russia. Così come racconta una giornalista russa rifugiata a Budapest sottolinea che il problema è lo Stato. “Io però non critico in generale la Russia. Ce l’ho con lo Stato, la burocrazia che prende decisioni al posto nostro. Non sono ucraina, sono russa e non sarò mai nient’altro”.

I media indipendenti che trasmettevano la libera informazione man mano con l’inizio della guerra hanno iniziato a ridurre e chiudere i loro network così come Rain tv, una delle ultime a chiudere. Il vicedirettore Yelovsky è fuggito in Lituania, e racconta a Euronewsrano che ora è ancora più impossibile di prima fare il giornalista in Russia. Fintanto che Putin sarà al potere, loro non hanno intenzione di ritornare a casa.