Il giallo degli oligarchi russi suicidi

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oligarchi russi

Nel giro di 24 ore sono stati trovati morti suicidi due oligarchi russi. Entrambi hanno ucciso le proprie famiglie prima di compiere il suicidio. Troppe coincidenze, in una simile tempistiche, fanno pensare che non si tratti di un caso ma che ci sia qualcosa sotto.

I due sono Sergey Protosenya e Vladislav Avayev. I due oligarchi del settore del gas russo sono stati trovati morti vicino ai corpi dei familiari senza vita. L’ipotesi di omicidio-suicidio è ciò che li accomuna anche se sono ancora in corso le indagini.

L’ex vertice di Novatex, la settima compagnia di gas più importante al mondo, Serghej Protosenia, è stato trovato morto in Spagna nella sua villa a Lloret de Mar, vicino Barcellona. Il suo suicidio è stato seguito all’omicidio della moglie e della figlia nei loro letti durante la notte. L’episodio è avvenuto a distanza di 24 ore dalla scoperta di Vladislav Avayev, ex vice-presidente di Gazprombank.

Le dinamiche dell’omicidio-suicidio dei due oligarchi russi

Entrambi erano personaggi di spicco della società russa, molto vicini al Cremlino. Sia la Novatek che la Gazprombank sono state vittime delle sanzioni occidentali a causa della guerra in Ucraina scatenata dalla Russia. I due casi riportano delle stranezze secondo gli inquirenti. Infatti, secondo quanto si evince dalla scena del crimine non si tratterebbe di un normale omicidio domestico perché sulle mani dei due assassini non sarebbero state ritrovate macchie di sangue. Gli oligarchi russi avrebbero utilizzato probabilmente dei guanti per nascondere le tracce.

Vittime di questi omicidi le mogli dei due oligarchi e le loro figlie. Il primo omicidio-suicidio è avvenuto a Mosca mentre il secondo nella casa dove la famiglia di Protosenya stava trascorrendo le vacanze pasquali. Nel primo caso, l’omicidio e il suicidio di Avayev è avvenuto tramite colpi di arma da fuoco. La pistola utilizzata è una di quelle in dotazione dei servizi segreti russi.

Il mistero intorno alla morte dei due oligarchi e l’assassinio delle famiglie è ancora fitto. La motivazione potrebbe essere che i due, soggetti a sanzioni, sarebbero stati travolti dai debiti e quindi spinti al gesto estremo. Ma si valutano ancora tutte le opzioni e il giallo resta aperto.