Il rischio della crisi alimentare

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La guerra in Ucraina sta rischiando di scatenare una crisi alimentare globale a causa del blocco delle esportazioni dal paese in guerra. I porti delle maggiori città ucraine hanno dovuto chiudere e fermare il flusso di navi mercantili sul Mar Nero a causa dei bombardamenti russi. La città più colpita è il centro portuale più importante dell’Ucraina: Odessa.

Da giorni i bombardamenti su Odessa stanno impedendo alle navi di attraccare e lasciare il porto tanto che è arrivata la decisione di sospendere le esportazioni. L’Ucraina è il maggior esportatore di grano e mais europeo, detta anche il granaio d’Europa. Dall’Ucraina dipendono decine di paesi soprattutto del Medio Oriente e del Nord Africa.

La prolungata assenza di importazioni in questi paesi può provocare una carestia spaventosa tanto da ripercuotersi in tutto il mondo. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in visita a Odessa ha visitato le navi che prendono il largo dal Mar Nero. «Ho visto silos pieni di grano e mais, pronti per l’esportazione. È cibo di cui c’è estrema necessità ma che è bloccato a causa della guerra russa e del blocco dei porti del Mar Nero, e che sta causando conseguenze drammatiche per i paesi più vulnerabili» ha dichiarato Michel. «Abbiamo bisogno di una risposta globale», ha detto il presidente europeo.

La preoccupazione di Zelensky per la crisi alimentare

Anche il presidente ucraino è preoccupato per questa situazione. Le esportazioni di grano sono una delle principali fonti di reddito del paese ma sono anche la fonte primaria di sussistenza di decine di paesi. Dall’agricoltura ucraina dipendono molti paesi che in breve potranno restare senza i beni primari. Se non si fermano i bombardamenti su Odessa il flusso commerciale delle navi mercantili non potrà ripartire rischiando di precipitare in una “spaventosa” situazione come ha dichiarato Zelensky. Si tratta di una situazione unica mai verificatasi prima dopo la seconda guerra mondiale.