Le alternative per il grano ucraino

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draghi telefona putin grano

L’Ue sta lavorando insieme a Zelensky per trovare soluzioni alternative per far uscire il grano dall’Ucraina. I porti sono bloccati e l’export ucraino si compie praticamente del tutto via nave. Le vie autostradali sono penalizzate dai prezzi del carburante e i porti fluviali sul Danubio sono troppo stretti per trasportare grosse quantità.

I porti ucraini sono in mano russa o circondati dalle mine come nel caso di Odessa. I porti che si affacciano sul Mar Nero come Mariupol e Berdiansk nel mar d’Azov sono sotto controllo dell’esercito russo. Kherson è sotto i russi e Mykolayev ha subito ingenti danni.

I percorsi alternativi

Per quanto riguarda il trasporto via terra, le autostrade verso i paesi europei non permettono un grande flusso. L’unico snodo sarebbe quello ferroviario. Infatti, pochi giorni fa è arrivato il primo grande carico di grano ucraino in Lituania su un treno. Il percorso ha evitato la Bielorussia ed è passata attraverso la Polonia.

La Russia si è detta pronta a trovare un accordo per il grano se l’Occidente elimina le sanzioni. Una sorta di ricatto per non affamare il mondo. La questione del grano bloccato nei porti ucraini, non è un danno solo per l’economia ucraina ma è soprattutto una questione umanitaria. I molti paesi di Africa e Medio Oriente che aspettano questo bene alimentare rischiano la fame e la carestia.

La Russia ruba il grano ucraino

Non solo, la Russia starebbe anche compiendo dei saccheggi nelle navi merci ferme nei porti ucraini. L’accusa arriva dal presidente Zelensky e la tesi è stata confermata da alcune immagini satellitari. Le immagini mostrano due navi cargo russe che si avvicinano ai silos di grano. Anche se non è chiaro ed evidente il furto, coincidenza vuole che una di queste due navi russe è stata usata per trasportare grano in Egitto, dove però non gli è stato concesso il permesso di attraccare.

I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all’estero. Invito tutti gli Stati a rimanere vigili e a rifiutare qualsiasi proposta di questo tipo. Non comprate il grano rubato. Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno“, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba che si unisce all’appello del presidente Zelensky che aveva raccomandato di non comprare grano rubato da Mosca.