Primo stop gas russo arriva dall’Ucraina

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Da questa mattina uno dei maggiori ingressi del gas russo verso l’Europa è stato chiuso. Il blocco arriva però dall’Ucraina e non dall’azienda russa Gazprom. L’agenzia che controlla il trasporto del gas russo ucraina ha bloccato il punto di ingresso di Sokhranivka e la stazione di compressione di Novopskov. Questo ingresso rifornisce cinque paesi europei.

L’Ue sta preparando l’embargo al gas russo da inserire nel sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. Nel frattempo il flusso è costretto a diminuire con il blocco di questa entrata. Un terzo delle forniture del gas metano non arriverà nei paesi europei. La GTSOU, che gestisce il trasporto e i gasdotti ha comunicato che l’occupazione del Donbass da parte delle truppe russe è il motivo di questa decisione. Ferma anche la stazione di compressione di confine (CS) Novopskov sul gasdotto Soyuz. I flussi, ha fatto sapere il gestore, potrebbero essere reindirizzati a Sudzha, in Russia.

La società ha spiegato che è stata costretta da forze maggiori a chiudere questo ingresso del gasdotto a causa delle truppe russe e separatiste del Donbass dove passa la connessione tra Russia e Europa. «Tutto ciò ha messo in pericolo la stabilità e la sicurezza dell’intero sistema di trasporto del gas ucraino. Queste azioni nell’ambito del contratto di transito sono circostanze di forza maggiore che rendono impossibile adempiere agli obblighi a Sokhranivka e alla stazione di compressione di confine Novopskov», che non è attualmente controllata da Gtsou.

Il flusso di gas in Italia non è in pericolo

I milioni di metri cubi che passano ogni giorno da questo condotto riforniscono Slovacchia, Ungheria, Austria, Romania e Italia. La compagnia ucraina ha annunciato che “L‘Ucraina non è più responsabile del trasporto del gas russo attraverso i territori ucraini sotto occupazione militare russa: si tratta di un terzo del volume totale del transito di gas verso l’Europa”.

La nota positiva in questo contesto che anche se il flusso è diminuito anche per l’Italia, non vi sono stati squilibri significativi. Infatti, sebbene i flussi a Tarvisio dove arriva il gasdotto russo siano in diminuzione, questi sono compensati dal maggior afflusso dall’entrata del Nord ovvero dal confine con la Svizzera a Passo Gries. Quindi, al momento, la fornitura di gas non è in pericolo e i flussi sono bilanciati in Italia.