Ribera

I Cinque Stelle: “Mai la chiusura dell’ospedale di Ribera”

Una delegazione dell’assemblea permanente del Movimento 5 Stelle di Ribera, guidata dai portavoce Matteo Mangiacavallo e Rino Marinello, ha incontrato il referente del presidio ospedaliero di Ribera, Salvatore Cascio, per avere notizie riguardanti le gravi condizioni in cui versa il nosocomio riberese, dove si continua a lavorare in persistenti condizioni di emergenza e stress a causa della ormai drammatica carenza del personale medico sanitario che ha portato alla “momentanea” chiusura del reparto di medicina lo scorso 19 dicembre. 
“Lo stesso Cascio ci ha relazionato che tutto ciò non è stato un fulmine a ciel sereno, considerato il programmato pensionamento di 2 dei 5 medici – scrivono in una nota i Cinque Stelle –  che componevano lo staff del suddetto reparto, a cui si è aggiunta l’inaspettata assenza per malattia di un terzo medico. Abbiamo appreso che il prossimo 16 gennaio prenderà servizio un nuovo medico, tuttavia il reparto continuerà ad essere sotto organico e quindi resta incerta la sua riapertura. I nostri portavoce si sono impegnati ad incontrare nei prossimi giorni, il neo direttore generale dell’Asp di Agrigento, Giorgio Giulio Santonocito, per esporre la criticità del nostro ospedale e chiedere che vengano potenziati quei pochi reparti essenziali rimasti ancora attivi.
“Annotiamo il gradimento con il quale il dottore Cascio ha accolto l’interesse mostrato dal Movimento 5 Stelle, e ci stupisce che a chiederci di attenzionare il problema sia proprio un ex deputato di maggioranza dell’ARS che per anni si è trovato sugli scranni della maggioranza dell’assemblea. Ricordiamo che l’Ospedale di Ribera è stato per anni il riferimento di tutti i piccoli comuni limitrofi per cui riteniamo che sia di vitale importanza per decine di migliaia di cittadini, per la sicurezza dei pazienti e dello stesso personale sanitario”. I Cinque Stelle, con il coordinatore, Salvatore Castellana, concludono: “Essendo l’ospedale di Sciacca-Ribera oggetto della riorganizzazione sanitaria regionale, che lo porterà ad assumere la categoria di “Dea di primo livello” (struttura di grande dimensione) ci aspettiamo, quantomeno, che nella fase di rideterminazione del fabbisogno del personale si tenga conto della carenza presente nella nostra struttura e che la prospettata riduzione dei primari in tutta la regione e quindi di reparti nei nostri ospedali pubblici, non porti alla più volte prospettata e temuta definitiva chiusura del nosocomio riberese a tutto vantaggio delle strutture private”.

 

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