Economia & Fisco

Caro carburanti 2026: cosa sono le accise mobili e quanto si risparmia davvero alla pompa

Caro carburanti 2026: cosa sono le accise mobili e quanto si risparmia davvero alla pompa

Il prezzo della benzina e del diesel ha raggiunto livelli che non si vedevano da anni. Il gasolio in autostrada ha superato i 2,60 euro al litro. La benzina self-service sfiora 1,80 euro. Fare il pieno costa ormai oltre 100 euro. Il motivo è la guerra in Iran, che ha fatto schizzare il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile. Il governo Meloni ha annunciato di valutare l’attivazione delle cosiddette accise mobili. Ma cosa sono esattamente? Quanto si risparmia? E chi ne beneficia davvero?

Perché i carburanti costano così tanto

L’attacco militare all’Iran, iniziato il 27 febbraio 2026, ha innescato una spirale di rincari sui mercati energetici. Prima del conflitto, il gas naturale era scambiato a 32 euro al megawattora e l’energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni, i prezzi sono balzati rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro al megawattora.

L’effetto sui carburanti è stato immediato. Secondo i dati di Quotidiano Energia, al 9 marzo 2026 la benzina self-service è arrivata a 1,785 euro al litro, mentre il diesel self-service ha toccato 1,972 euro. Al servito, il diesel supera i 2 euro al litro. In autostrada la situazione è ancora più pesante: il gasolio ha sfondato la soglia psicologica dei 2,60 euro.

Per le imprese italiane il conto rischia di essere salatissimo. Secondo le stime della CGIA di Mestre, i rincari energetici potrebbero costare quasi 10 miliardi di euro in più nel 2026: 7,2 miliardi per l’elettricità e 2,6 miliardi per il gas. Le regioni più colpite sarebbero la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto.

Cosa sono le accise mobili sui carburanti

Le accise mobili sono uno strumento fiscale introdotto nel 2007 e modificato nel 2023 dal governo Meloni per renderlo più efficace. Il meccanismo funziona in modo semplice: quando il prezzo dei carburanti sale oltre una certa soglia, lo Stato incassa più IVA del previsto. Questo extra-gettito viene utilizzato per ridurre temporaneamente le accise, abbassando così il prezzo alla pompa.

In pratica, lo Stato rinuncia a una parte delle entrate fiscali aggiuntive generate dai rincari per alleggerire il peso sui consumatori. Non si tratta di un taglio permanente delle accise, ma di un meccanismo automatico di compensazione che si attiva solo in determinate condizioni di mercato.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: “Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace”. Tuttavia, al 10 marzo 2026, nessuna misura concreta è stata ancora attivata.

Quanto si risparmia con le accise mobili: i numeri

Il risparmio effettivo delle accise mobili è reale, ma contenuto. Applicando il meccanismo sulla differenza di prezzo tra il 9 marzo e il 27 febbraio (giorno prima dell’inizio del conflitto), i prezzi scenderebbero così:

Per la benzina self-service, il prezzo passerebbe da 1,785 a 1,76 euro al litro. Per il diesel self-service, da 1,972 a 1,917 euro al litro. In termini di pieno da 50 litri, il risparmio sarebbe di circa 1,23 euro per la benzina e 2,73 euro per il diesel.

Sono cifre modeste, che non risolvono il problema alla radice. Ma rappresentano un primo segnale di attenzione verso famiglie e imprese. Il vero impatto dipenderà dalla durata del conflitto e dall’andamento del prezzo del petrolio nelle prossime settimane.

Le altre misure del governo contro i rincari

Oltre alle accise mobili, il governo ha annunciato altre iniziative. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha comunicato il rafforzamento del monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione. L’obiettivo è impedire che le tensioni geopolitiche diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati.

È stato inoltre predisposto un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza, in collaborazione con il ministro dell’Economia Giorgetti. La Commissione di allerta rapida dei prezzi è stata convocata per monitorare la situazione in tempo reale.

L’ARERA, dal canto suo, ha già tagliato del 15% la componente tariffaria per il trasporto del gas, cercando di contenere l’effetto della guerra sulle bollette domestiche. Il prezzo del gas per i clienti vulnerabili a marzo 2026 è sceso del 3% rispetto a febbraio.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

La situazione resta fluida e dipende in larga misura dall’evoluzione del conflitto in Iran. Se le tensioni dovessero prolungarsi, i prezzi dei carburanti potrebbero salire ulteriormente. La BCE sta già valutando un possibile rialzo dei tassi di interesse, che avrebbe ripercussioni su mutui e prestiti.

Per i consumatori, il consiglio è monitorare i prezzi attraverso l’app del Ministero delle Imprese “Osservaprezzi Carburanti” e, dove possibile, rifornirsi presso i distributori più convenienti. Le accise mobili, se attivate, porteranno un sollievo limitato ma immediato. Il vero nodo resta la risoluzione della crisi geopolitica.

Fonte: Motor1.com | CGIA di Mestre

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