Economia & Fisco

Modello 730/2026: nuove aliquote IRPEF, detrazioni e bonus. Ecco tutto quello che cambia

Modello 730/2026: nuove aliquote IRPEF, detrazioni e bonus. Ecco tutto quello che cambia

La dichiarazione dei redditi 2026 porta con sé novità importanti per milioni di contribuenti italiani. La riforma IRPEF diventa strutturale: gli scaglioni passano definitivamente da quattro a tre. L’aliquota del secondo scaglione scende dal 35% al 33%. Cambiano le regole per figli a carico, bonus edilizi e detrazioni. Il 730 precompilato sarà disponibile da aprile 2026, con scadenza fissata al 30 settembre. Ecco cosa cambia, chi ci guadagna e come prepararsi.

I nuovi scaglioni IRPEF 2026: chi risparmia e quanto

La Legge di Bilancio 2026 ha reso permanente la riforma degli scaglioni IRPEF, già introdotta in via sperimentale. Le aliquote sono ora tre, contro le quattro precedenti. Per i redditi fino a 28.000 euro l’aliquota resta al 23%. Per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro l’aliquota scende dal 35% al 33%. Per i redditi oltre 50.000 euro l’aliquota resta al 43%.

La riduzione più significativa riguarda chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro. In termini pratici, un lavoratore con un reddito di 35.000 euro pagherà meno imposte rispetto agli anni precedenti. Il risparmio può tradursi in qualche centinaio di euro su base annua. Non è una rivoluzione, ma è un segnale concreto di alleggerimento fiscale per il ceto medio.

Per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi c’è un’ulteriore buona notizia. La detrazione per redditi da lavoro dipendente è stata rafforzata: per chi non supera i 15.000 euro annui, lo sconto fiscale sale a 1.955 euro. Un bonus fino a 960 euro è previsto per i redditi sotto i 20.000 euro.

Redditi alti: cosa cambia per chi guadagna oltre 75.000 euro

Sul versante opposto, la riforma stringe le maglie per i redditi medio-alti. Le spese detraibili non sono più riconosciute integralmente, ma vengono calcolate applicando un coefficiente a un importo base che si riduce con l’aumentare del reddito.

Per chi ha un reddito tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base è di 14.000 euro. Per chi supera i 100.000 euro, scende a 8.000 euro. Il calcolo tiene conto anche della presenza di figli fiscalmente a carico, con coefficienti crescenti in base alla dimensione familiare.

Per i contribuenti con reddito superiore a 200.000 euro è previsto un ulteriore taglio di 440 euro sulle detrazioni al 19%. Restano escluse da questa limitazione le spese sanitarie, gli investimenti in start-up o PMI innovative e gli oneri legati a mutui e assicurazioni.

Figli a carico e familiari: le nuove regole

Cambiano in modo significativo le regole sulle detrazioni per i familiari. La novità più rilevante è che non sono più riconosciuti benefici fiscali per i figli con più di 30 anni, salvo che siano portatori di disabilità certificata. La detrazione resta valida per i figli tra 21 e 30 anni, indipendentemente dal fatto che siano naturali, adottivi o affidati.

Per gli altri familiari a carico, il beneficio viene circoscritto ai soli ascendenti conviventi. Inoltre, le detrazioni non spettano ai contribuenti non appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo per i familiari residenti all’estero.

Anche quando non spetta la detrazione per i figli sotto i 21 anni, alcune spese restano comunque detraibili al 19%: spese scolastiche e universitarie, attività sportive per ragazzi tra 5 e 18 anni, spese mediche e farmaceutiche, abbonamenti ai mezzi pubblici.

Bonus edilizi e ristrutturazioni: le aliquote 2026

Le agevolazioni per ristrutturazioni, efficientamento energetico e interventi antisismici sostenuti nel 2025 sono riconosciute nella misura ordinaria del 36%. L’aliquota sale però al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale del contribuente.

Il legislatore concentra dunque il sostegno fiscale sulla prima casa, riducendo il beneficio sulle seconde abitazioni. Chi ha effettuato lavori di ristrutturazione sulla propria abitazione principale nel 2025 potrà recuperare metà della spesa in dieci anni attraverso la detrazione fiscale.

Tra le altre novità, il limite delle somme soggette a imposta sostitutiva per i premi aziendali sale a 5.000 euro. Per i neoassunti a tempo indeterminato nel 2025, i rimborsi del datore di lavoro per affitto e manutenzione dell’alloggio non concorrono a formare reddito per i primi due anni, fino a 5.000 euro annui.

Scadenze e consigli pratici per il 730/2026

Il calendario della dichiarazione dei redditi 2026 prevede la disponibilità del 730 precompilato a partire da aprile 2026. Il termine ultimo per l’invio, sia della versione precompilata che di quella ordinaria, è fissato al 30 settembre 2026.

Il contribuente può scegliere diverse modalità di presentazione: direttamente online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, attraverso un CAF, un professionista abilitato o il sostituto d’imposta. La dichiarazione precompilata resta la soluzione più conveniente per chi ha una situazione fiscale semplice, perché riduce il rischio di errori e velocizza i tempi di rimborso.

Il consiglio per tutti i contribuenti è raccogliere fin da ora la documentazione necessaria: CU 2026, ricevute di spese mediche, scolastiche, sportive, bollettini di mutuo, ricevute di ristrutturazione. Prepararsi per tempo significa evitare errori e non perdere detrazioni a cui si ha diritto.

Fonte: FISCOeTASSE.com | Tiscali Risparmio

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