I due uomini sono stati arrestati in flagranza e, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, trasferiti presso la casa circondariale del capoluogo.
Alcuni dettagli hanno subito insospettito gli operatori: l’assenza di attrezzatura da pesca, nonostante la giustificazione fornita, l’abbigliamento poco compatibile
Secondo le stime degli investigatori, lo stupefacente sequestrato, destinato alle piazze di spaccio delle due province, avrebbe potuto generare ricavi per circa 400 mila euro.
Una situazione che, secondo quanto evidenziato, comporta inevitabili disagi per l’utenza, concentrando l’afflusso nei pochi giorni di apertura e causando lunghe attese.