La Strada Statale Palermo–Sciacca torna al centro dell’attenzione dopo l’ennesimo incidente mortale che ieri è costato la vita a due persone, a pochi giorni dalla tragedia in cui aveva perso la vita un giovane.
“Una sequenza drammatica che riaccende i riflettori su una delle arterie più percorse e più pericolose della Sicilia”. Lo scrive oggi in una nota il capogruppo all’Ars, Michele Catanzaro, che parla senza mezzi termini di “emergenza” e lancia un appello alle istituzioni: “La Palermo–Sciacca continua a mietere vittime, trasformandosi in una vera e propria emergenza che non può più essere ignorata”.
Ieri un nuovo incidente stradale sul tratto vicino a Giacalone costato la vita a due donne di Monreale due giovanissimi sono in ospedale in gravi condizioni mentre solo qualche giorno prima un altro incidente su era verificato a pochi chilometri costando la vita ad un ventenne.
Secondo Catanzaro, quanto accaduto negli ultimi giorni impone una riflessione profonda sulle cause di questa “lunga scia di sangue” che riguarda studenti, lavoratori e pendolari costretti a percorrere quotidianamente la statale che collega l’entroterra palermitano con le province di Trapani e Agrigento.
“Non si tratta di episodi isolati – sottolinea – ma di una criticità strutturale che richiede interventi immediati e concreti”. Da qui la richiesta di un confronto urgente con l’ente gestore per individuare e risolvere le problematiche di sicurezza, affiancato da una campagna di sensibilizzazione rivolta agli automobilisti per ridurre la velocità e promuovere comportamenti responsabili.
Catanzaro chiama in causa direttamente la Regione Siciliana, che “non può restare spettatrice”. Il deputato sollecita una valutazione complessiva sulla pericolosità dell’intero tracciato, da Palermo a Sciacca, e la definizione di un piano organico di interventi.
“La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità assoluta – conclude –: non bastano parole di circostanza. Servono scelte coraggiose e investimenti mirati per trasformare una strada oggi percepita come una trappola mortale in un’infrastruttura moderna e sicura”.