Amministrative a Sciacca, Cusumano rispolvera le coalizioni di “Salute Pubblica”

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Prima riunione. Fase ancora molto interlocutoria, naturalmente ma la politica saccense si rimette in moto o almeno tenta di farlo. E’ l’ex senatore Nuccio Cusumano che prova a fare ripartire le danze e stavolta punta, così a quanto pare avrebbe detto ai suoi invitati, ad una “municipalita’ decidente” ad un patto politico con una forte connotazione civica. Insomma, sembrano gia’ lontani i tempi del “patto di San Michele” che ha suggellato la nascita di altre giunte e l’ex senatore cambia anche location per radunare quelli che potrebbero essere i suoi futuri interlocutori politici. Stavolta, la riunione e’ in una sede assicurativa vicino al ponte della Perriera.

Destra e sinistra senza alcun steccato per una possibile coalizione di “salute pubblica” in grado di rimettere in piedi la città: sembrerebbe questa la nuova mission che il gruppo dei “cusumaniani”, alleati dapprima del progetto Francesca Valenti poi abbandonato a fasi alterne nel corso del mandato, vorrebbero adesso inseguire. L’aspetto più interessante di tutta la vicenda sembra essere chi siede al tavolo dell’ex senatore che a raccolta nella riunione di ieri pomeriggio, ha chiamato l’ex collega Siso Montalbano e ancora Giuseppe Montalbano, presidente CNA, in rappresentanza di certe parti scomposte di una sinistra piu’ radicata. Ma ieri erano presenti anche uomini di destra, come i due ex assessori della giunta Di Paola, Silvio Caracappa e Gaetano Cognata, ma anche rappresentanti forzisti della corrente di Riccardo Gallo e l’ex sindaco Mario Turturici. Segnale forse, di un centro-destra a Sciacca affaticato e sempre più spaccato e diviso non riuscendo più a dialogare e a fare quadrato attorno all’ex senatore Giuseppe Marinello che sembra invece, incastrato tra i protagonismi di Calogero Bono e Fabrizio Di Paola.

Ieri sedeva allo stesso tavolo anche Stefano Scaduto, alla guida dell’associazione politica “Centro Studi De Gasperi” che appena 24 ore prima, aveva proposto e suggerito a tutti i gruppi politici, il metodo delle primarie per la scelta dei candidati a sindaco. L’avvocato che ha anche evidenziato come da regolamento del PD, la possibilità di scelta di una seconda corsa per la sindaca Valenti sia praticamente scaduta, mentre i vertici dei dem continuano a pressare per l’annunciazione di un ritiro che ai più pare più che scontato. Ma di fatto, il parlamentare Michele Catanzaro sembra essere al momento la vittima del “prendi-tempo” di Francesca Valenti, il più isolato e impantanato nella conduzione di possibili alleanze e nella predisposizione di una lista dopo aver gia’ incassato il sonoro “No, grazie” dai mizzichini di Fabio Termine. Quest’ultimi chiuse le porte al PD, ora sembrano nuovamente ingaggiati in una strategia “rompi sistema” che ha gia’ provocato anche una chiusura di fatto con possibilità di dialogo con il gruppo di “Sciacca Ventiventidue” degli ex assessori Filippo Bellanca, Paolo Mandracchia e Gioacchino Settecasi che al momento, resta al centro a guardare l’ evolvere degli scenari.

Chi ha partecipato al tavolo dei cusumaniani ieri, pero’ ha tenuto ad evidenziare che partecipera’ anche ad altri tavoli come quello di Mizzica che più che impegnato a chiudere alleanze, sembra proiettato ad una “campagna acquisti” di soggetti portatori di voti da inglobare. Incontri si sono consumati sia con l’ex sindaco Ignazio Messina di “Ora, basta” e l’ex assessore Michele Ferrara del gruppo “Sciacca Terme Rinasce”. La formula del progetto “Mizzica” e’ al momento perfettamente uguale a quella dell’esordio e la leadership di Termine pare non essere messa neanche in discussione e il trentenne resta il gia’ designato candidato sindaco.

Il gruppo dei cusumaniani pare registrare gia’ perdite, ma anche nuovi ingressi. In molti hanno notato l’assenza ieri dell’ex consigliere Giuseppe Ambrogio che potrebbe tentare la collocazione in altra lista mentre c’era la new entry, l’ex consigliere Salvatore Alonge, orfano dei “marinelliani” e a quanto pare, nuovo braccio destro dell’ ex senatore Cusumano. Quest’ultimo cerca di ritagliarsi ancora il ruolo di “deus ex machina” delle trattative, delle interlocuzioni, dei patti, degli accordi scrollandosi perfino l’etichetta di adesione a “Italia Viva” perché ora, avrebbe ribadito ai suoi, “serve stare fuori dalle tradizionali “gabbie politiche”.