Politica

Sei anni di chiusura dell’Antiquarium Monte Kronio e ombre sui reperti, interrogazione di La Vardera

Dopo oltre sei anni di chiusura senza una riapertura stabile, torna al centro del dibattito politico la vicenda dell’Antiquarium di Monte Kronio.

Il deputato regionale Ismaele La Vardera ha presentato un’interrogazione urgente rivolta al Presidente della Regione Siciliana e all’Assessore ai Beni culturali per fare luce su ritardi, gestione dei lavori e destino dei reperti archeologici.

Situato presso le Stufe di San Calogero, sulla sommità del Monte Kronio, l’Antiquarium raccoglie materiali di epoca preistorica e storica di grande valore scientifico.

La struttura è chiusa dal 1° gennaio 2020 per interventi di riqualificazione che, inizialmente, avrebbero dovuto concludersi nel giro di sei mesi. Tuttavia, a oggi, non risulta ancora una riapertura regolare al pubblico.

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il progetto sarebbe stato avviato solo dopo la chiusura e coprirebbe solo parte dei costi complessivi.

Restano dubbi sulla disponibilità effettiva delle risorse necessarie al completamento dei lavori e, soprattutto, sulle ragioni che continuano a impedire la riapertura.

A preoccupare ulteriormente è la questione dei reperti archeologici: molti di quelli un tempo esposti non sarebbero più presenti nella struttura, senza che vi sia chiarezza sulla loro attuale collocazione o sulle condizioni di conservazione. Un aspetto che solleva interrogativi sulla tutela e sulla fruizione pubblica di beni di proprietà collettiva.

Nel mirino anche la gestione da parte del Parco Archeologico della Valle dei Templi, più volte intervenuto con annunci di riapertura mai concretizzati, alimentando il malcontento tra cittadini e associazioni locali.

Per La Vardera, la vicenda rappresenta “un esempio emblematico di inefficienza nella gestione del patrimonio culturale pubblico”, con ripercussioni non solo sull’identità culturale della comunità di Sciacca ma anche sull’economia turistica del territorio.

L’interrogazione chiede chiarimenti su più fronti: dalla conoscenza dello stato attuale dei lavori alle risorse stanziate, dagli atti amministrativi di riferimento fino alla verifica sulla localizzazione dei reperti. Viene inoltre sollecitata l’adozione di misure urgenti per garantire una riapertura stabile e non limitata a eventi occasionali.

Tra le proposte del leader di Controcorrente anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento regionale tra gli enti coinvolti, per assicurare maggiore trasparenza, efficienza e responsabilità nella gestione di un sito considerato di rilevanza strategica per l’intera Sicilia.

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