Calcestruzzi Belice, la Cgil: “Caro Marinello, aiutaci a salvare il posto di lavoro di tutti i dipendenti”

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“Il senatore Marinello, che dimostra di avere buoni rapporti con l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità, ci aiuti ad evitare la fine della Calcestruzzi Belice”. È questo l’appello di oggi dei vertici della Cgil, che in una nota firmata dal segretario provinciale Massimo Raso e da quello della Fillea Vito Baglio, prende posizione dopo la richiesta del parlamentare saccense al Ministero della giustizia di disporre un’ispezione al Tribunale di Sciacca. Marinello che ha accusato il giudice che ha decretato il fallimento della società di Montevago di avere agito con superficialità.

La Cgil chiede a Marinello di schierarsi a fianco della proposta di conferire il patrimonio aziendale non alla Inerti Srl, così come pensa di fare l’Agenzia, bensì agli stessi lavoratori, intenzionati a costituirsi in cooperativa. “Siamo – scrivono i sindacalisti – ad un mese esatto dalla sentenza della Corte d’appello che, se esiste ancora una giustizia in questo Paese, dichiarerà nullo il fallimento”. Sindacato e lavoratori preoccupati dell’ipotesi di un transito in un’altra società dello stesso gruppo (la Inerti Srl), soprattutto perché questa stabilisce una garanzia occupazionale per appena un paio di dipendenti. “Riteniamo – scrivono Raso e Baglio – che ci siano le condizioni affinché tutti gli undici lavoratori possano riprendere a lavorare”.

Cgil che, infine, accusa l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità: “Sarebbe stato auspicabile ed opportuno che fosse intervenuta immediatamente, ed avesse evitato i licenziamenti e i problemi che si sono susseguiti”.