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Comune di Sciacca

Messina cerca di ricompattare il centrodestra di Sciacca, Pd ancora al palo

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Con un messaggio e una data, ieri il presidente del consiglio comunale Ignazio Messina ha convocato per un confronto i consiglieri comunali delle opposizione o meglio, della coalizione del centrodestra.

La riunione si rende utile ed opportuna, prima della ripresa l’attività consiliare, secondo le parole del presidente, per un confronto interno.

L’oggetto della riunione, fissata al 14 gennaio, e’ su come procedere nell’ultima parte della consiliatura e su come lavorare ad un nuovo progetto di città.

Insomma, si vuole provare a trovare una quadra in un centrodestra che nelle ultime sedute a seguito dei cambi in giunta e della rimodulazione delle deleghe, ha fatto davvero fatica a restare unito. Non è un mistero che esiste una parte di consiglieri “volenterosi” pronti a portare avanti il mandato di Termine che dopo l’innesto dei tre nuovi assessori, e’ rimasto totalmente sfornito di consiglieri a suo favore, tranne che del fido Fabio Leonte.

Poi c’è la posizione di un piccolo ristretto gruppo di consiglieri, come Filippo Bellanca, Ignazio Bivona, Paolo Mandracchia e Calogero Bono, insieme allo stesso Messina che proverebbero ancora a costruire una ipotesi mozione di sfiducia. Nei temi della riunione non viene citata, ma l’argomento potrebbe ripresentarsi per capire almeno chi è dentro e chi invece è fuori, dalla fattibilità che e’ ora aggrappata anche al fattore tempo. La sfiducia andrebbe costruita, presentata e votata nell’arco di venti giorni, tempo massimo febbraio. Ritmo che al momento appare lontanissimo da sala Falcone Borsellino così come un numero adeguato di consiglieri pronta a sostenerla e portarla avanti.

Infine, ci sono le dinamiche legate all’altra parte dell’aula. A quei cinque consiglieri comunali che hanno portato avanti da ottobre scorso la vicenda della rimodulazione delle deleghe, il documento politico che ha prodotto il licenziamento dei tre assessori e al cambio con assessori tecnici e di società civile senza alcuna connotazione partitica. Si tratta dei tre consiglieri del Partito Democratico, Giuseppe Ambrogio, Giuseppe Ruffo e Gabriele Modica più la verde Daniela Campione e l’ex assessore Alessandro Curreri. Tutti i e cinque hanno annunciato di voler fare opposizione, ma bisognerà capire come e in che modo visto che Termine prima di Capodanno si è descritto come dirigente dei “dem”, assolutamente dentro e in linea con il partito. Il Pd locale aveva annunciato un nuovo imminente direttivo dopo la ricomposizione della giunta, il parlamentare e capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro aveva utilizzato parole al vetriolo contro il primo cittadino, ma al momento e’ tutto fermo al palo.

Ciò che è certo che l’attività politica a Sciacca riprenderà con il consiglio comunale. Intanto Messina ha già annunciato la prima conferenza dei capigruppo dell’anno, per il 15 gennaio, non a caso il giorno dopo la riunione che avrà il compito di tracciare un orientamento futuro anche in vista della campagna elettorale che con o senza i 18 mesi di Termine, per forza deve scaldare i motori.

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