Consiglieri comunali chiedono di tornare in aula:”Il presidente ha eccesso di zelo solo per sala Falcone Borsellino”

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I tre consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Milioti, Calogero Bono e Pasquale Bentivegna oggi con una dura nota chiedono di poter celebrare in aula le sedute del Consiglio comunale di Sciacca che causa emergenza vengono celebrate da remoto.
“Continua ad essere singolare – scrivono i tre – la decisione del Presidente del Consiglio di Sciacca relativamente al continuo rifiuto di voler celebrare i consigli comunali all’interno dell’aula Falcone Borsellino.
In un momento nel quale le diverse ordinanze regionali che si sono succedute danno il via libera a molte attività infondendo a tutti coraggio e serenità per una serena ripartenza , in un momento nel quale tutti i Comuni anche quelli con aule più piccole celebrano i consigli comunali nelle sedi deputate, il nostro presidente del consiglio anziché superare gli ostacoli posti dalla burocrazia cerca il cavillo burocratico per non celebrare in aula i consigli comunali.
Siamo indignati e delusi nell’assistere a questa autentica farsa avallata anche dall’amministrazione, tra l’altro come accade spesso in questa consiliatura si assiste al continuo ed irrispettoso atteggiamento della più alta carica del consiglio comunale nei confronti dei consiglieri che continuano ad apprendere dalla stampa notizie di una presunta relazione fatta dall’RSPP-(Responsabile servizio prevenzione e protezione), che ad oggi non è neanche arrivata ai consiglieri comunali”.

Secondo i tre consiglieri, l’atteggiamento del presidente sarebbe ostativo nei confronti del funzionamento del consiglio a discapito della possibilità del confronto tra le varie forze.

“Non siamo degli irresponsabili – aggiungono e sappiamo benissimo quali sono le regole da rispettare dentro l’aula, lo abbiamo già fatto utilizzandola per le commissioni.
L’eccesso di zelo utilizzato dal Presidente del Consiglio in merito all’utilizzo dell’aula ci induce a pensare che lo stesso presidente abbia fatto la stessa cosa invitando l’amministrazione a chiedere ulteriori relazioni all’RSPP relative ad altre stanze come per esempio l’ufficio protocollo , l’ufficio di stato civile e qualsiasi altro luogo all’interno del Palazzo Comunale che in questi anni è stato oggetto di inviti , interrogazioni , mai discusse e che avevano l’obbiettivo di valutare e quindi ridurre i rischi a cui è sottoposto il personale dipendente addetto , quest’ultime tutte rimaste fino ad oggi senza riscontro.
Riteniamo un abuso ciò che sta accadendo ancor di più se le norme sulla sicurezza dettate dalla legge e riprese dall’emergenza vissuta che ne hanno imposto l’aggiornamento prevedono una valutazione dei rischi per ridurli consentendo le normali attività che devono essere svolte . Pertanto siamo costretti a diffidare il Presidente del Consiglio in primis a comunicare come prevedono le regole spesso calpestate tramite i canali istituzionali quando descritto dall’RSPP e nello stesso tempo convocare una conferenza dei capi gruppo in presenza e non online per discutere della questione cercando una soluzione immediata che non può vederci ancora svolgere le nostre funzioni dietro ad un computer ed infine voglia chiarire girando il quesito all’amministrazione così come sopra descritto se ha chiesto la stessa relazione per altre stanze del Palazzo Comunale sarebbe quantomeno corretto”