“Cusumaniani” sbarrati al Giglio, l’ex senatore: “Non rilascio dichiarazioni”

948

Non sono gradite le telecamere e neanche i cronisti. La riunione di “Italia Viva” in corso da circa un’ora si celebra a porte chiuse. Seduti attorno al tavolo del Salone del Giglio, abituale luogo di ritrovo dei cosiddetti “cusumaniani”, ci sono circa una ventina di persone, più i tre consiglieri comunali Santo Ruffo, Gianluca Guardino e Giuseppe Ambrogio. Presente anche l’ex assessore Carmelo Brunetto. Immancabile l’ex senatore Nuccio Cusumano che non a caso siede al centro del tavolo e che dirige i lavori dell’incontro che ha ad oggetto un tema più che scottante come la decisione sulla linea che i suoi tre consiglieri adotteranno in consiglio comunale in occasione della mozione di fiducia in programma il prossimo 31 gennaio.

Clima completamente diverso dalle convention che si erano celebrate qualche mese prima sempre qui quando un raggiante Cusumano annunciava l’adesione al nuovo partito di Renzi e le interviste da rilasciare, le camere per inquadrare erano assai ricercate. Niente risate stasera e clima goliardico da pacche sulle spalle ai propri sostenitori, parla l’ex parlamentare, silenzio circostante.

Da giorni era stato lo stesso Cusumano a mezzo stampa ad annunciare la riunione decisiva di stasera per il suo gruppo, ma il nervosismo adesso è palpabile e la decisione unitaria pare sempre più lontana con un Giuseppe Ambrogio che da giorni continua a riportare alla calma i suoi cercando di fare da pompiere rispetto lo strappo con l’amministrazione Valenti. Se Ambrogio riuscisse a far prevalere la sua linea, salverebbe l’amministrazione e anche le sue possibilità di partecipare alle elezioni provinciali.

Nuccio Cusumano però, che ha perfino negato una foto della riunione che si celebra in un salone che non è di certo di sua proprietà, ma gentilmente concesso dal Terzo Ordine Regolare di San Francesco a cui appartiene il Convento di Santa Maria del Giglio, ha fatto sapere che non rilascerà alcuna dichiarazione neanche al termine della riunione di questa sera. Insomma, appare come una sorta di diktat il silenzio stampa imposto dall’ex senatore che forse, vuole giocare “quel secondo tempo della partita” tanto annunciato come se fosse una partita a scacchi, anche se si tratta di decisioni che riguardano il futuro di questa città.