Politica

Per la presidenza del Consiglio comunale è corsa a tre, ma Pasquale Montalbano sembra in netto vantaggio

È sulla carica di presidente del Consiglio comunale che si gioca la prima vera partita della maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Francesca Valenti. Stasera i rappresentanti della coalizione si riuniranno sia per fare il punto della situazione, partendo dalla distribuzione delle deleghe agli assessori designati. Sotto i riflettori c’è soprattutto l’attribuzione della funzione di vice sindaco. Non dovrebbero esserci grossi dubbi sull’indicazione, in tal senso, di Filippo Bellanca, anche sulla base del risultato ottenuto dalla lista Sicilia-Sciacca Democratica di Nuccio Cusumano. Il quale, tuttavia, stando almeno alle indiscrezioni delle ultime ore, considererebbe sottodimensionata la rappresentanza della propria parte politica all’interno della compagine amministrativa. In merito alla presidenza del Consiglio, pare ci fosse un accordo pre-elettorale che stabiliva l’attribuzione delle varie cariche disponibili sulla base del risultato conseguito. Se, dunque, il vice sindaco spetterà ai cusumaniani, lo scranno più alto di Sala Falcone Borsellino dovrebbe essere appannaggio del Partito Democratico. All’interno del quale, però, si è creata una diaspora, visto che il primo eletto Pasquale Montalbano, e con lui i suoi grandi elettori (i cugini Marinello, l’ex deputato regionale e l’ex presidente di Sogeir) ambiscono apertamente a questa carica. Per l’ex parlamentare regionale sarebbe una sorta di riscatto, sebbene indiretto, dopo i fatti del ’99 (gli fu preferito Filippo Marciante). Ma nel Pd c’è anche chi punta su Simone Di Paola, che ha sicuramente più esperienza politica ma che, comunque, è stato il terzo più votato, sostenuto oltretutto dall’ex senatore Siso Montalbano, che però oggi si è avvicinato ad Articolo 1, la nuova forza politica creata dagli ex Pd antirenziani. Pasquale Montalbano al momento appare in netto vantaggio, anche rispetto all’ipotesi di una presidenza del Consiglio comunale da assegnare eventualmente a Fabio Leonte, eletto però in una lista (Uniti per Sciacca) considerata “minore”. Si sa, d’altra parte, che in politica contano i numeri, e ogni altra valutazione viene messa da parte.

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