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Comune di Sciacca

Sciacca, carenza di chirurghi e paziente fragile trasferito a Ribera: interrogazione di La Vardera

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La grave carenza di personale chirurgico all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca e il trasferimento di un paziente fragile presso il presidio ospedaliero di Ribera, privo di reparto di rianimazione, finiscono al centro di un’interrogazione parlamentare urgente presentata all’Assemblea regionale siciliana.
A firmarla è il deputato regionale Ismaele La Vardera, che ha chiesto una risposta orale immediata al presidente della Regione Siciliana e all’assessore regionale alla Salute.
Lo scorso 28 gennaio all’ospedale di Sciacca si sarebbe verificato un episodio definito “grave”, legato alla cronica carenza di medici nell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia.

Attualmente, infatti, il reparto può contare su soli tre dirigenti medici chirurghi; al momento dei fatti, due di questi risultavano assenti per malattia, rendendo impossibile l’esecuzione di un intervento chirurgico urgente.
Il paziente, definito fragile, è stato quindi trasferito all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera, dove l’intervento è stato effettuato dall’Unità Operativa Semplice di Chirurgia. Una volta stabilizzato, il paziente è stato nuovamente trasferito a Sciacca.
Una scelta organizzativa che solleva forti perplessità, dal momento che il presidio di Ribera è privo di reparto di rianimazione, elemento ritenuto essenziale nella gestione delle emergenze post-operatorie, soprattutto in presenza di pazienti fragili.

Secondo l’interrogante, il percorso clinico imposto al paziente sarebbe stato complesso e potenzialmente rischioso, esponendolo a criticità che avrebbero potuto essere evitate.
Nell’atto parlamentare si sottolinea inoltre che, secondo fonti interne, sarebbe stato possibile adottare una soluzione alternativa: inviare i chirurghi di Ribera a Sciacca, garantendo così l’intervento in un contesto dotato di rianimazione ed evitando il trasferimento del paziente.
L’episodio, secondo La Vardera, mette in luce gravi carenze nella gestione delle risorse umane e nel coordinamento tra i presidi ospedalieri di Sciacca e Ribera, che dovrebbero operare in maniera complementare ma che, nei fatti, mostrano una mancata integrazione reale. Una situazione che rischia di tradursi in un peggioramento della qualità e della sicurezza delle cure per un vasto bacino territoriale.
Con l’interrogazione, il deputato chiede di sapere:
se il governo regionale sia a conoscenza dei fatti e se non ritenga che la gestione del caso abbia esposto il paziente a un rischio evitabile;
quali siano state le motivazioni che hanno portato al trasferimento del paziente in un presidio privo di rianimazione;
quali iniziative si intendano adottare per rendere effettiva l’integrazione funzionale tra gli ospedali di Sciacca e Ribera;
se non si ritenga opportuno avviare una verifica ispettiva interna sull’organizzazione dei servizi e sulla gestione delle emergenze chirurgiche nei presidi dell’ASP di Agrigento.

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