Non c’è più la maggioranza in consiglio, ma la Valenti è impassibile e se non si approva il bilancio vanno a casa solo i consiglieri

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Non si tratta soltanto dell’approvazione di punti tecnici come possono essere i documenti contabili, ma le dinamiche che ieri sera si sono consumate in aula sono squisitamente politiche perché vero è che la maggioranza che sosteneva Francesca Valenti non c’è più e si è visto con la bocciatura del piano triennale, ma la sindaca ieri sera non ha fatto alcun cenno di apertura rispetto tutti i dissidenti e i malumori dell’aula. Lei resta impassibile al comando di una nave che sembra in procinto di naufragare e con molti pronti a portarsi da poppa a prua. Ma potrebbe essere soltanto apparenza e le fila potrebbero ricomporsi a breve, anzi a brevissimo quando in aula approverà il tanto discusso bilancio.

Del resto, dal canto suo, la prima cittadina non sembra minimamente preoccupata di subire il colpo di qualche franco tiratore che ormai sembra deciso ad abbandonare il progetto Valenti come ha dimostrato il ko del piano triennale delle opere pubbliche di ieri sera, ma il futuro continua ad essere roseo anche perchè l’imminente approvazione del bilancio non rappresenta affatto per la sindaca un passaggio delicato. Infatti, se dovessero venir meno i numeri in aula Falcone-Borsellino, come è successo ieri sera, ad andare a casa non sarebbe la prima cittadina ma l’intero consiglio comunale che con il voto contrario determinerebbe secondo le disposizioni normative, l’arrivo di un commissario per l’approvazione dello strumento contabile, ma allo stesso tempo sancirebbe lo scioglimento automatico, di fatto del consiglio comunale.

Si salverebbe soltanto la prima cittadina che resterebbe in carica nell’ambito delle sue funzioni. Così Francesca Valenti continua a dormire notti tranquille, anzi tranquillissime e l’approvazione del bilancio non rappresenta assolutamente uno scoglio per il prosieguo del suo mandato. Sa bene la prima cittadina che quei malumori e malcontenti in seno anche ai consiglieri che la sostengono e anche quelli di opposizione, potrebbero presto rientrare in vista dell’importante voto di aula che se sfavorevole manderebbe a casa non di certo lei, ma il resto di chi oggi sembra voler fare il diavolo a quattro pur di fare a meno della sua guida.