Politica

“Campo largo” di opposizione all’attacco: “Randagismo simbolo del fallimento dell’amministrazione”

L’aggressione avvenuta nelle scorse ore in contrada Ferraro, dove una donna è stata attaccata da un cane randagio mentre si stava recando al lavoro, riaccende il dibattito politico sull’emergenza randagismo in città. L’episodio è stato raccontato dalla stessa vittima, Desire Cantone, in un’intervista rilasciata a Risoluto.it


A intervenire con una dura nota sono alcuni gruppi consiliari di opposizione al Comune di Sciacca, che parlano di un episodio che “non è solo un fatto di cronaca ma il simbolo del totale e definitivo fallimento delle politiche sul randagismo di questa amministrazione”.
Secondo i consiglieri firmatari del documento, esponenti del Pd, Ambrogio, Ruffo e Modica, del M5S, Curreri; di Controcorrente Brucculeri, dei Verdi, Daniela Campione e Blo’ del gruppo misto; la gestione del fenomeno negli ultimi anni sarebbe stata caratterizzata da “inerzia, superficialità e una gravissima assenza di visione strategica”.

Una situazione che, a loro dire, avrebbe ormai portato la questione fuori controllo.
“I continui solleciti, le proposte e le grida d’aiuto della cittadinanza – scrivono – sono rimasti inascoltati. L’amministrazione ha inanellato una serie di insuccessi che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica”.
Nel mirino dell’opposizione finiscono in particolare la mancanza di programmazione e l’assenza di interventi strutturali, soprattutto sul fronte delle sterilizzazioni e della gestione dei ricoveri per gli animali. I consiglieri parlano inoltre di “costi aumentati in modo esorbitante” e di “una incomprensibile incapacità di ascolto”, accusando l’amministrazione di aver eretto “un muro di gomma contro chiunque cerchi di evidenziare le criticità del territorio”.
Nel documento si sottolinea come gli episodi di aggressione non si fermino e come i branchi di cani randagi continuino a presidiare alcune aree sensibili della città.
Particolarmente duro il passaggio dedicato all’assessore competente. “Di fronte a un disastro politico e amministrativo di queste proporzioni – affermano – l’assessore continua a occupare la propria poltrona con un’arroganza politica sconcertante, comportandosi come se l’emergenza fosse un fenomeno atmosferico imprevedibile e non il risultato diretto della propria inefficienza”.
Per i gruppi di opposizione è ormai necessario “ammettere la realtà”, sostenendo che l’assessore “sia palesemente inadeguato a gestire questa delega”. Restare al proprio posto “dopo anni di nulla di fatto – prosegue la nota – è un’offesa alla città e a chi oggi si ritrova ferito nel corpo e nello spirito”.
I consiglieri chiedono quindi un’assunzione di responsabilità da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale, sottolineando come la città “esiga chiarezza e decisioni adeguate alla gravità della situazione”.

Gli stessi gruppi politici firmatari della nota di oggi, sono gli organizzatori di un convegno in programma domani sul referendum giustizia. Segno che nuove opposizioni e dinamiche politiche si muovono dentro e fuori l’aula consiliare.

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