A Ribera Maria Rosaria Provenzano, dirigente scolastica, candidata sindaco, è in piena azione con il suo progetto “senza colore politico”.
“Un tema che nella mia vita è ritornato ciclicamente è la richiesta di candidarmi. Non tanto la voglia, ma la richiesta”, afferma Provenzano, spiegando, al microfono di Filippo Triolo, come la decisione sia maturata nel tempo. “Questa volta – dice – ho fatto una valutazione ancora più attenta. Certamente le mie condizioni adesso me lo consentono e, probabilmente, in passato no”.
La candidata lega la scelta anche alla propria dimensione personale e professionale: “Sono mamma di due figli che sono più grandi, più indipendenti, e che vivono in questa comunità”. E rivendica il valore del suo ruolo: “Il mio ruolo di dirigente scolastica è un ruolo fattivo, con i ragazzi e per i ragazzi. E io credo che la scuola sia il motore propulsivo e fondamentale di tutti i paesi”.
Alla base della candidatura, l’idea di tradurre l’esperienza amministrativa in risultati concreti: “Mi piace fare le cose, mi piace realizzarle, mi dà soddisfazione trasformare gli atti amministrativi in un’opera concreta e tangibile e dare una restituzione alla comunità. Si può dimostrare che anche negli enti locali si riesce a fare buona amministrazione”.
Il programma si articola in quattro macro-aree. Il verde punta sul “decoro urbano, l’ordine, la cura del verde, un’illuminazione adeguata”. L’arancione guarda all’agricoltura “come settore strategico della nostra economia”.
Il blu affronta il tema delle risorse idriche: “l’acqua che è fondamento di vita per gli esseri umani, per l’uso potabile e, perché no, per l’uso irriguo”, con un impegno verso gli agricoltori che “non lasceremo mai da soli”. Infine, il “rosa cipria”, dedicato alle fragilità: “ai giovani, agli anziani, ai disabili”.
Un impianto programmatico che, sottolinea Provenzano, sarà attraversato anche da sport, eventi e iniziative culturali, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale della città.



