Non si placa la polemica politica a Sciacca dopo la bocciatura in consiglio comunale del piano Aro. Arriva un nuovo botta e risposta tra i consiglieri di opposizione e l’assessore all’Ambiente, Salvino Patti, con accuse reciproche sulla gestione del confronto politico e tecnico che ha preceduto la discussione in aula.
I consiglieri di minoranza contestano le dichiarazioni dell’assessore secondo cui l’opposizione non avrebbe partecipato alle riunioni dedicate al piano. In una nota diffusa oggi, affermano che “corre l’obbligo di ripristinare la verità dei fatti” sostenendo che, “contrariamente a quanto affermato, l’opposizione ha seguito con estrema attenzione ogni fase dell’iter, evidenziando costantemente dubbi, perplessità e proposte migliorative”.
Nel documento si ricorda che “sin dall’insediamento dell’amministrazione Termine, il tentativo di affidare l’elaborazione del piano Aro al Conai si è rivelato un fallimento, traducendosi esclusivamente in uno stallo burocratico di oltre due anni”.
I consiglieri definiscono inoltre “ingenerose e prive di fondamento” le affermazioni dell’assessore, sottolineando che all’incontro sul piano organizzato nel novembre 2024 erano presenti i consiglieri Carmela Santangelo, Maurizio Blò e Raimondo Brucculeri, i quali “si sono fatti portavoce delle istanze dell’intera opposizione, offrendo contributi ritenuti utili per il miglioramento del Piano”.
I consiglieri rivendicano anche la partecipazione alle sedute istituzionali e ai lavori delle commissioni consiliari, citando tra l’altro il consiglio comunale del 25 settembre 2025, quando “alla presenza dei tecnici, ogni consigliere di minoranza ha formulato proposte costruttive, tra cui la specifica richiesta di riduzione dei mastelli da 5 a 4”.
Nel merito del piano, l’opposizione ribadisce la propria contrarietà al sistema basato su cinque mastelli, ritenuto “troppo complesso” per le famiglie e potenzialmente dannoso per le percentuali di raccolta differenziata. Secondo i firmatari della nota, “la troppa complessità porta inevitabilmente a un aumento degli errori di selezione e, di conseguenza, a una possibile riduzione della differenziata”. La proposta alternativa indicata è il passaggio al “multimateriale leggero”, considerato un sistema “più efficace e meno traumatico”.
Da qui la richiesta all’assessore di rettificare le dichiarazioni sull’assenza dell’opposizione, ritenute “una rappresentazione distorta della realtà, con l’unico fine di screditare l’impegno istituzionale delle minoranze”.
Immediata la replica dell’assessore Patti, che respinge le accuse e difende il percorso seguito dall’amministrazione. “Il nuovo piano aveva un obiettivo semplice: trasformare la raccolta differenziata fatta dai cittadini in più servizi e più decoro urbano”, afferma, spiegando che il potenziamento dei servizi “era sostenuto anche dagli introiti della raccolta differenziata monomateriale, quindi senza far aumentare il costo complessivo del sistema”.
Patti ribadisce che il confronto era stato avviato già prima dell’arrivo del piano in aula: “Già nel novembre 2024 avevamo convocato un incontro sul piano Aro per discuterlo e valutare insieme eventuali modifiche, ma quell’incontro è stato di fatto disertato”.
Secondo l’assessore, “a quell’incontro si presentarono tre consiglieri su diciassette e, soprattutto, in quella sede non venne espressa alcuna posizione politica contraria al piano presentato”. Per Patti, “presentarsi in tre e non assumere una posizione nel merito equivale, di fatto, a sottrarsi al confronto che l’amministrazione aveva aperto”.
L’assessore critica anche l’esito della seduta consiliare: “Dopo undici mesi di attesa la notte del 5 marzo, il piano è arrivato in consiglio ed è stato bocciato senza alcuna discussione di merito. Questo è il dato politico che resta”.
Nonostante lo scontro, Patti lascia aperta la porta a un nuovo confronto. “Adesso però bisogna guardare avanti – scrive -. Sui rifiuti possono esserci visioni diverse ed è legittimo, ma proprio per questo proveremo ancora una volta a coinvolgere le opposizioni in un confronto serio per arrivare rapidamente a una proposta che risponda alle esigenze della città e dei cittadini”.
L’assessore avverte però che le scelte alternative richieste dalla minoranza avranno conseguenze sull’impianto del piano, mantenendo “l’attuale sistema multimateriale con l’aggiunta del vetro e senza gli introiti del monomateriale, sarà inevitabile rinunciare al potenziamento dei servizi che avevamo previsto per la città”.



