Si dal consiglio al complesso turistico Corallo a Makauda, ma in aula aleggia già lo spettro della mozione di sfiducia al sindaco Valenti

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Non ci sono più i numeri. Questa maggioranza ha perso la sua solidità. E’ quanto ha acclarato la seduta consiliare di ieri sera che ha portato all’approvazione del piano di lottizzazione della ditta Corallo Costruzioni Srl che nella zona tra San Giorgio e Macauda prevede un investimento turistico da 120 villette. L’opposizione ha sostenuto l’ex maggioranza ormai orfana dei tre consiglieri di Italia Viva e ha portato al voto il punto che doveva essere esitato entro l’undici dicembre. Diciotto i consiglieri che hanno dato il loro via libera, ad astenersi dal voto soltanto il consigliere Lorenzo Maglienti che componente della Commissione urbanistica si era astenuto già dal voto in mattinata e poi ieri sera dopo il suo intervento ha abbandonato l’aula. Tutto previsto che sul punto in questione la minoranza avrebbe fatto da stampella.

Ma è stato il dibattito politico che ha fatto seguito all’approvazione del punto che ha regalato il solito clima di scontro e la possibilità di una mozione che ormai aleggia in aula nonostante la sindaca nel corso del suo intervento ha dichiarato apertamente di non aver bisogno dei numeri per proseguire, cosa che è sua intenzione fare: “Andrò – ha ribadito – comunque avanti”

La possibilità di una sfiducia è stato l’argomento che ha tenuto testa principalmente nei vari interventi e c’è chi si è spinto oltre come Calogero Bono, consigliere del centrodestra che ha raccontato di aver già iniziato a raccogliere le firme per la proposta di mozione di sfiducia del sindaco.

Stessa lunghezza d’onda per l’intervento della consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle Teresa Bilello che rispetto le precedenti dichiarazioni del suo gruppo nel quale avevano concesso un termine di sei mesi ancora al mandato Valenti, ha invece rimarcato che gli ultimi avvenimenti politici hanno definitivamente stoppato la dilazione e che anche i pentastellati sono pronti a staccare la spina.

Gli interventi “spegni-fuoco” dai banchi della coalizione del centro sinistra da Simone Di Paola ad Alberto Sabella, da Elvira Frigerio ad Ezio Di prima, non hanno mutato il clima in aula.

Durissimo poi l’intervento del consigliere Fabio Termine che non ha ovviamente dispensato di critiche la sindaca rispetto le sue ultime scelte ma allo stesso tempo, ha lanciato accuse fortissime anche per l’opposizione paventando la possibilità di accordi sotto traccia anche con i “cusumaniani”. Accuse ribattute da Calogero Bono.

Infine da segnalare l’intervento di Paolo Mandracchia che in settimana, aveva fatto già sapere di essere pronto a dichiararsi fuori dalla maggioranza e che in particolare, ha centrato il suo discorso su quella forza dei numeri che in politica occorrono e servono e che rappresentano il mandato degli elettori rispondendo per le rime all’intervento di poco prima della prima cittadina. Intanto, la crisi politica che con la nomina del nuovo assessore Roberto Lo Cicero, che ieri ha fatto per la sua prima volta il suo esordio in consiglio, pare sia solo all’inizio di un grosso terremoto in arrivo che i “cusumaniani”, ieri non presenti in aula, si preparano ad infliggere.