Sulla vicenda delle Terme di Sciacca cresce la richiesta di chiarezza e confronto pubblico. L’Unione dei Comitati di Quartiere di Sciacca ha formalmente chiesto oggi la convocazione di un Consiglio comunale aperto dedicato alla riapertura e alla futura gestione del complesso termale mentre arriva anche il pieno sostegno politico del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana.
“La richiesta avanzata dai comitati e dalle associazioni di Sciacca è non solo legittima, ma necessaria”, dichiara Michele Catanzaro, capogruppo del PD all’ARS.
“Dopo quasi undici anni di chiusura, la città ha diritto a conoscere con chiarezza quali siano le reali intenzioni della Regione Siciliana, proprietaria del complesso termale e responsabile del suo futuro”.
Le Terme di Sciacca, bene di rilevante valore storico, culturale, ambientale ed economico, restano chiuse da oltre un decennio, con pesanti ricadute sul tessuto economico, occupazionale e sociale del territorio.
La Regione Siciliana ha recentemente avviato un percorso di rilancio attraverso un partenariato pubblico-privato, ma secondo i Comitati di Quartiere e ora anche secondo il capogruppo del Pd, mancano ancora informazioni complete e organiche sull’intera progettualità.
“La Regione – afferma Catanzaro – ha annunciato un percorso di rilancio tramite partenariato pubblico-privato, ma a oggi, a parte la scadenza dell’avviso di manifestazione d’interesse fissata a fine febbraio, non esiste un quadro informativo completo. Non è stato illustrato il modello di sviluppo, non sono state chiarite le modalità di gestione futura né le condizioni delle eventuali concessioni. Mancano risposte sulle ricadute economiche, occupazionali e sociali che questo progetto avrà sulla città”.
Una situazione che, secondo l’Unione dei Comitati di Quartiere, non può più protrarsi.
Nonostante l’impegno del Comitato Civico Patrimonio Termale, il confronto con la comunità locale è stato finora limitato e non strutturato, a fronte di decisioni che riguardano un bene pubblico strategico per il futuro di Sciacca.
Catanzaro insiste sulla necessità di ristabilire un rapporto corretto tra istituzioni e cittadini: “I cittadini, i comitati, le associazioni e le realtà che da anni difendono il patrimonio termale meritano ascolto e rispetto. Un Consiglio Comunale aperto, con la presenza del Presidente della Regione e dei dirigenti competenti, è lo strumento più adeguato per garantire trasparenza e responsabilità istituzionale”.
La richiesta avanzata è quella di un confronto pubblico nella sede istituzionale del Consiglio comunale, con il coinvolgimento dei deputati del territorio, degli amministratori comunali, del Comitato Civico Patrimonio Termale, delle associazioni, dei comitati cittadini e della cittadinanza interessata, affinché vengano illustrati obiettivi, tempi e contenuti del progetto regionale.
“Le Terme – conclude Catanzaro – devono tornare a vivere, e questo può avvenire solo attraverso un percorso chiaro, condiviso, trasparente e verificabile”.
Per i Comitati di Quartiere, il Consiglio comunale aperto rappresenta un passaggio imprescindibile per restituire alla città un bene simbolo e per garantire che le scelte sul futuro delle Terme di Sciacca siano realmente orientate all’interesse collettivo.