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Yasin Mirzaei, studente dell’Università degli Studi di Messina, è morto in Iran nel corso delle proteste in corso a Dareh Deraz, nella provincia di Kermanshah. Secondo quanto riportato dall’Iran Human Rights Documentation Center, il giovane sarebbe stato probabilmente colpito da un proiettile. Mirzaei, cittadino yarsani, si era trasferito in Italia tre anni fa per proseguire il proprio percorso di studi.
La notizia ha profondamente scosso la comunità accademica messinese. In una nota ufficiale, l’Università di Messina ha espresso “vicinanza e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo”, sottolineando come queste ore siano segnate da forte apprensione e sofferenza, aggravate dalle difficoltà di comunicazione con familiari e amici rimasti in Iran. Una condizione che, evidenzia UniMe, incide pesantemente sul benessere personale degli studenti e sulla serenità del loro percorso accademico.
L’Ateneo ha inoltre manifestato “profondo cordoglio per la scomparsa in Iran di un giovane che aveva frequentato l’Università di Messina”, un evento che colpisce e addolora l’intera comunità universitaria. Nella stessa nota, UniMe ribadisce con fermezza i valori fondanti dell’istituzione: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e di espressione, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione.
Non solo parole, ma anche impegni concreti. L’Università ha annunciato l’intenzione di trasformare la solidarietà in azioni di supporto, garantendo a studentesse e studenti tutto l’aiuto possibile nell’ambito delle proprie competenze. Infine, l’Ateneo ha espresso sostegno al messaggio di vicinanza delle rappresentanze studentesche e alle iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel pieno rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria.
Una tragedia che riporta l’attenzione internazionale sulla repressione in Iran e che lascia un segno profondo anche a Messina, dove Yasin Mirzaei aveva scelto di costruire il proprio futuro.