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Messina, grande corteo No Ponte contro l’opera sullo Stretto

A Messina migliaia di cittadini stanno partecipando al corteo No Ponte partito da piazza Castronovo. La manifestazione, sostenuta da oltre 80 associazioni e movimenti, vede anche la presenza della segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein. In piazza si alternano cartelli, interventi e testimonianze che contestano non solo l’opera, ma anche le priorità infrastrutturali del Governo per il Sud.

Le critiche politiche e ambientali al progetto

Durante il corteo No Ponte, il parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha ribadito la contrarietà al progetto. Bonelli sostiene che la realizzazione del ponte sottrarrebbe risorse destinate alle reali urgenze del Paese e che la struttura sorgerebbe in un’area sismicamente delicata, citando il pilone di Cannitello che insisterebbe su una faglia attiva. Ha inoltre accusato il Governo di violare direttive europee e di rilanciare un progetto «vecchio di trent’anni».

Accorinti: “Opera inutile e devastante”

Tra le voci più ascoltate del corteo No Ponte c’è quella dell’ex sindaco di Messina Renato Accorinti, leader storico del movimento. Per lui il ponte è «un’opera inutile e devastante» che insiste su una zona a protezione speciale. Accorinti parla di comunità informata e determinata, pronta anche alla disobbedienza civile qualora si aprissero i cantieri. Sottolinea anche le carenze strutturali che Sicilia e Calabria vivono da decenni: acqua insufficiente, strade inadeguate, ferrovie a binario unico, collegamenti aeroportuali fragili.

Le priorità: acqua, strade, collegamenti

Accorinti richiama inoltre un paragone internazionale: il Giappone, pur essendo composto da isole non unite da ponti verso la terraferma, è una delle economie più avanzate al mondo. L’idea è che lo sviluppo non dipenda da un’unica grande opera, ma da una rete di investimenti capillari e coerenti.

Le accuse del M5S: “Costi esplosi, gara da rifare”

Critiche dure anche dal Movimento 5 Stelle. Agostino Santillo, vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera, commenta le recenti dichiarazioni di Salvini definendole una «confessione». Il ministro ha infatti riconosciuto l’esplosione dei costi di materiali come acciaio e cemento rispetto al progetto originario. Per Santillo, questo aumento oltre il 50% impone una nuova gara pubblica, come prescrive il Codice degli Appalti.

“Fallimento della procedura”

Secondo Santillo, il Governo ha perso tempo e denaro pubblico insistendo su un progetto superato e profondamente modificato, come rilevato anche dalla Corte dei Conti. L’affidamento diretto al vecchio contraente risulterebbe illegittimo alla luce dello stravolgimento tecnico ed economico. Per il M5S, il ministro avrebbe ormai «certificato» il fallimento della sua stessa procedura.

Il corteo No Ponte di Messina fotografa un fronte di protesta ampio e trasversale, che chiede risposte chiare su costi, impatti e priorità reali per Sicilia e Calabria. In una stagione politica segnata da incertezze e tensioni sulla grande opera, la mobilitazione di oggi dimostra che la discussione è tutt’altro che chiusa, e che sullo Stretto il confronto resterà centrale nei prossimi mesi.

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