A quindici anni dal referendum del 2011 sull’acqua pubblica, il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni torna a chiedere il pieno rispetto dell’esito della consultazione popolare, ribadendo la contrarietà a nuovi processi di privatizzazione del servizio idrico.
In una nota diffusa in occasione dell’anniversario del voto del 12 e 13 giugno 2011, il Forum ricorda come milioni di cittadini italiani e oltre due milioni di siciliani si espressero a favore di una gestione dell’acqua priva di finalità lucrative, indicando con chiarezza la volontà di mantenere pubblico un bene ritenuto essenziale.
Secondo il coordinamento, l’applicazione della normativa regionale che recepì l’esito referendario sarebbe stata progressivamente disattesa dai governi che si sono succeduti negli anni. Nel documento vengono contestate le scelte compiute in diverse province siciliane e si denuncia l’aumento delle tariffe, ritenute eccessive rispetto alla media nazionale.
Il Forum richiama anche la situazione della provincia di Agrigento, sostenendo che, nonostante il referendum e la legge regionale, siano stati mantenuti modelli gestionali differenti da quelli auspicati dal voto popolare. Viene inoltre evidenziata la carenza di investimenti sulle infrastrutture e sugli interventi necessari per migliorare il sistema idrico regionale.
Nel comunicato vengono espresse forti perplessità anche sull’ipotesi di istituire un’Autorità Idrica Siciliana, ritenuta un ulteriore passo verso una centralizzazione della gestione e una riduzione del ruolo dei territori.
Il Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni rivolge infine un appello ai cittadini, alle organizzazioni sociali e sindacali, ai sindaci e ai consigli comunali affinché venga difesa la gestione pubblica dell’acqua, considerata un bene comune da tutelare anche per le future generazioni.



