Obbligo del Codice identificativo regionale per le strutture ricettive, guerra agli abusivi

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La nuova legge

finanziaria regionale prevede che si potrà «fare turismo» solo ottenendo un codice che identificherà ogni struttura ricettiva facilitando i controlli sui flussi e sul pagamento delle tasse. 

Una norma di poche righe, voluta dall’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina che prevede l’istituzione di un Codice Identificativo Regionale (C.I.R.) delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche uguale al “codice struttura” attribuito dal sistema di gestione dei flussi turistici “Turist@t”, creato con il decreto 25 luglio 2014 dell’assessore regionale al Turismo.

Per poter accogliere turisti qualsiasi struttura deve poter esibire questo codice, che si ottiene iscrivendosi all’elenco regionale

La norma inserita nella Finanziaria impone “a carico del titolare, del gestore e del legale rappresentante delle strutture ricettive e delle locazioni turistiche l’obbligo di indicare il C.I.R. nell’insegna, nei siti web, in tutte le forme di pubblicità e di esporlo all’esterno delle strutture ricettive in modo tale da garantirne la visibilità e un facile accesso da parte dell’utenza”.

Con un collegamento informatizzato collegato al Cir, la Regione dunque potrà sapere sempre quali strutture stanno ospitando turisti e i flussi.

In questo modo, secondo i piani regionali, non si potrà sfuggire ai controlli.

Mentre fino adesso ai gestori di case vacanze ai semplici affittacamere bastava una semplice Scia, che rendeva molto più complicati e non informatizzati i controlli.

La norma prevede anche una sanzione da 500 a 2.500 euro per i gestori che non richiederanno ed esporranno il Cir.