Si aggrava la situazione idrica a Sciacca, dove in queste ore il servizio sostitutivo con autobotti risulta di fatto completamente fermo.
Al blocco degli autobottisti privati si aggiunge infatti il guasto del mezzo messo a disposizione dal Comune attraverso la Protezione Civile, lasciando la città senza un servizio attivo per la distribuzione alternativa dell’acqua.
Secondo quanto emerso, in tutta la provincia di Agrigento sarebbero operative soltanto due autobotti del servizio sostitutivo Aica sulle quattro complessive.
Le altre due, infatti, risultano guaste. Una condizione che sta creando forti criticità soprattutto nei comuni già alle prese con difficoltà nell’approvvigionamento idrico.
A Sciacca, intanto, la situazione appare ancora più delicata. Gli autobottisti privati hanno sospeso il servizio per protesta dopo il mancato accordo con il gestore idrico Aica.
In assenza di un’intesa, i mezzi privati che normalmente garantivano il trasporto dell’acqua non stanno effettuando consegne.
A peggiorare ulteriormente il quadro è il guasto registrato anche all’autobotte sostitutiva attivata dal sindaco tramite la Protezione Civile. Di conseguenza, nella giornata odierna non risulta operativo alcun servizio sostitutivo nel territorio saccense.
Resta al momento soltanto un operatore privato proveniente da Menfi che nei giorni scorsi avrebbe continuato a effettuare trasporti d’acqua verso Sciacca. Tuttavia il servizio oggi non sarebbe stato effettuato, essendo domenica.
Sul caso emerge anche un ulteriore elemento che starebbe creando difficoltà ai cittadini. L’autotrasportatore proveniente da Menfi non compare nell’elenco degli operatori pubblicato sul sito di Aica e non sarebbe associato al relativo codice identificativo.
Una situazione che rischia di complicare ulteriormente la gestione delle richieste da parte delle utenze che cercano un’alternativa per l’approvvigionamento idrico.
Dubbi e criticità riguarderebbero anche la procedura predisposta da Aica per la richiesta del servizio sostitutivo. Sul sito del gestore sarebbero presenti tre numeri telefonici, ma soltanto uno consentirebbe effettivamente di avviare la procedura necessaria per ottenere l’autobotte. Un dettaglio che, secondo quanto viene riferito da diversi utenti, non sarebbe specificato chiaramente e che verrebbe scoperto soltanto dopo vari tentativi e contatti.
Non solo. Una volta completata la procedura, il sistema comunicherebbe semplicemente che la richiesta “è in attesa”, senza però fornire indicazioni sui tempi previsti per l’intervento né sull’orario di arrivo dell’autobotte. Un’incertezza che starebbe aumentando il malcontento dei cittadini, già alle prese con una situazione di forte disagio.
L’emergenza arriva in una fase già complessa per il territorio agrigentino sul fronte dell’acqua e rischia di aumentare ulteriormente i disagi per famiglie e attività commerciali.
Negli ultimi mesi il tema delle autobotti e della gestione del servizio sostitutivo era già stato al centro di polemiche e confronti tra amministrazioni comunali, cittadini e Aica che ha instaurato una battaglia per la trasparenza e la legalità del servizio che però ancora una volta si consuma alle spalle del cittadino