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Comune di Sciacca

Sciacca, stallo sulla Banchina di Riva Nord: i consiglieri chiedono un dibattito urgente in aula

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La vicenda dei lavori incompiuti nella zona di via Gaie di Garaffe e della Banchina di Riva Nord torna al centro del confronto politico cittadino.

Tre consiglieri comunali, Carmela Santangelo, Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, hanno formalmente chiesto l’inserimento della questione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, sollecitando una discussione immediata.

Al centro della richiesta c’è il ritardo accumulato da un intervento da oltre 4 milioni di euro, avviato nell’estate del 2021 e che avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2022. A distanza di anni, però, il cantiere risulta ancora fermo. La situazione si è ulteriormente complicata con il contenzioso tra l’ente appaltante e l’impresa esecutrice, che ha portato nel 2024 alla restituzione dell’area alla Regione, lasciando l’opera incompleta.

Secondo quanto evidenziato dai firmatari, gran parte delle strutture principali sarebbe già stata realizzata, mentre resterebbero da ultimare rifiniture, impianti e sistemazioni finali. Interventi che, a loro avviso, richiederebbero tempi relativamente contenuti rispetto a quanto già fatto.

Nel documento viene inoltre sottolineato come, negli ultimi anni, si siano susseguite visite istituzionali e annunci di imminente ripartenza dei lavori, senza però arrivare a risultati concreti. Una situazione ritenuta non più sostenibile, anche alla luce delle risorse disponibili: il finanziamento, infatti, sarebbe stato incrementato fino a circa 8 milioni di euro, con ulteriori somme destinate a opere accessorie.

Tra i punti su cui si chiede un chiarimento da parte dell’amministrazione comunale c’è il rischio di perdere i fondi, qualora non venga avviata una nuova gara entro il 2026. I consiglieri chiedono quindi al sindaco di attivarsi con gli enti competenti per sbloccare l’iter nel più breve tempo possibile.

Nell’atto si sollecita anche un intervento immediato per il ripristino del decoro dell’area, oggi descritta come abbandonata e degradata, oltre a misure di sostegno per residenti e attività economiche che da anni subiscono le conseguenze del cantiere fermo. Tra le ipotesi avanzate, anche la possibilità di prevedere ristori o alleggerimenti fiscali per le imprese penalizzate.

La richiesta punta infine a portare il tema in aula in tempi rapidi, con l’obiettivo di evitare che l’opera resti incompiuta e che la città continui a subire gli effetti di una situazione bloccata da troppo tempo

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