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Comune di Sciacca

Tempi lunghi per il cambio degli assessori a Sciacca, il Pd si riunirà solo a fine mese

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Non c’è alcuna fretta in casa Pd di sciogliere la crisi politica che attanaglia l’amministrazione saccense. La segreteria cittadina ha fissato per il 27 novembre prossimo la riunione del direttivo che dovrebbe esaminare quanto accaduto lunedì scorso, ovvero l’esautoramento dei due assessori e trovare una quadra. Il clima a prescindere da tutto resta tesissimo tra i dem e nel direttivo convivono e sono rappresentate tutte le correnti che lo agitano, compresa quella che fa capo a Fabio Termine, e l’altra del deputato Michele Catanzaro che risulta maggioritaria nel direttivo saccense.

Nella stessa riunione, inoltre, i tre consiglieri comunali sono decisi a portare al tavolo anche la proposta di mozione di sfiducia a Termine che il capogruppo Giuseppe Ruffo aveva già preannunciato in aula durante la seduta di lunedì scorso. Insomma, difficile immaginare che lo strappo tra Termine e i catanzariani possa ricomporsi. Anzi, c’è già chi legge in chiave negativa la tempistica, come una mancata volontà di risolvere la faccenda e quantomeno complicare il percorso. È che lo stesso ragionamento potrebbe farlo pure il sindaco che nel gioco-forza delle dinamiche di aula ora avrebbe una certa fretta al contrario di quanto finora ha dimostrato. E probabilmente anche la decisione di Termine di non rilasciare interviste è da inquadrare nell’auspicio di ottenere clemenza e non inasprire gli animi.

Fabio Leonte in aula aveva affermato che l’azione amministrativa non sarebbe stata stoppata perché anche se dimezzata la giunta avrebbe comunque continuato a lavorare. Prima di arrivare al 27 novembre, ci sono altri appuntamenti che potrebbero decidere le sorti di questo mandato. Intanto, c’è da capire i toni e i contenuti della conferenza stampa annunciata dagli assessori licenziati e dal gruppo consiliare. Incontro con la stampa inizialmente fissato per lunedì, ma che potrebbe slittare a mercoledì dopo la celebrazione della seduta del consiglio comunale di martedì 18 che riporterà il dibattito politico in aula Falcone Borsellino con la relazione annuale del primo cittadino.


Muti anche Simone Di Paola e Valeria Gulotta che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione dopo aver appreso di non essere più assessori con una nota stampa 30 minuti prima della seduta consiliare. Si sono limitati a dei cordiali saluti di ringraziamento su Facebook mentre il loro commento rispetto a quanto accaduto non sarà di certo altrettanto cordiale soprattutto all’indirizzo di Fabio Termine. Sindaco che ad un certo punto se per fatti concludenti dovesse intendere che non ci sono i presupposti di un ricompattamento, potrebbe anche agire in solitaria facendo da sé e concretizzando quell’attività di scouting che le indiscrezioni hanno raccontato.


A complicare il tutto, la mozione di sfiducia che a questo punto su più fronti aleggia. I tre consiglieri la vogliono, nell’ultima seduta più consiglieri di opposizione hanno più volte detto basta e da oggi Blo’ e Brucculeri sono tornati a dire che una mozione esiste già e basta soltanto firmarla. Insomma, la sindacatura Termine sembra avere le ore contate.

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