La gestione dell’acqua torna al centro del dibattito politico nella città di Sciacca. I consiglieri comunali Raimondo Brucculeri, Maurizio Blò e Carmela Santangelo hanno presentato un’interrogazione al sindaco Fabio Termine per chiedere chiarimenti e misure urgenti legate all’emergenza idrica a Sciacca, con particolare attenzione al servizio sostitutivo tramite autobotti e alla regolarizzazione delle utenze Aica.
L’atto ispettivo richiama la deliberazione approvata il 15 maggio 2026 dall’Ati Agrigento, riguardante la modifica del regolamento per il servizio di approvvigionamento tramite autobotti nelle zone non servite dalla rete idrica. Durante la stessa seduta è stato approvato anche un emendamento che proroga di sei mesi il contratto-ponte con gli autobottisti privati e introduce un calmiere delle tariffe per il trasporto dell’acqua.
Secondo i consiglieri firmatari, la situazione interessa soprattutto le periferie e le contrade cittadine, dove numerosi residenti dipendono ancora dal servizio tramite autocisterne.
Nell’interrogazione si chiede al sindaco se il Comune abbia già sottoscritto l’accordo previsto dall’articolo 15 della legge 241/1990 per mettere a disposizione di Aica le autobotti comunali. Viene inoltre richiesto di sapere quanti mezzi siano stati eventualmente ceduti e quali garanzie siano state previste affinché operino prioritariamente nel territorio saccense.
I consiglieri chiedono inoltre se sia stato attivato uno sportello straordinario Aica presso il Comune, con il coinvolgimento dei patronati locali, per supportare i cittadini nelle pratiche di regolarizzazione delle utenze.
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda le utenze considerate “servite ma non ancora allacciate” alla rete idrica. I firmatari chiedono una mappatura dettagliata delle utenze presenti nel territorio comunale e quali azioni l’amministrazione intenda intraprendere per sollecitare Aica a completare gli allacci entro i sei mesi previsti dal regime transitorio.
L’emergenza idrica a Sciacca viene collegata anche al rischio di possibili disagi durante la stagione estiva, periodo in cui aumenta la richiesta di acqua sia da parte dei cittadini sia delle attività economiche del territorio.
Tra le questioni sollevate nell’interrogazione vi è anche il controllo sul rispetto del calmiere delle tariffe approvato dall’Ati Agrigento. I consiglieri chiedono quali strumenti di vigilanza il Comune intenda mettere in campo, anche tramite la Polizia Municipale, per monitorare il costo del trasporto dell’acqua e tutelare i consumatori.
Altro tema affrontato riguarda l’individuazione di nuovi punti di appresamento idrico nel territorio di Sciacca, ritenuti necessari per ridurre tempi di attesa e costi di trasporto per le utenze.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Comitato di Quartiere Sovareto, Stancapadrone e Sant’Antonio, che ha invitato tutte le parti coinvolte a privilegiare dialogo e collaborazione.
Secondo il Comitato, oggi la vera priorità è rappresentata dall’emergenza idrica a Sciacca, che potrebbe causare notevoli difficoltà a cittadini e attività commerciali durante l’estate, nonostante le piogge degli ultimi mesi. Da qui l’appello a trovare rapidamente soluzioni concrete per evitare ulteriori tensioni e garantire continuità a un servizio essenziale per il territorio.