Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Calogero Bono torna ad intervenire sulla vicenda dell’ex Convento di San Francesco, denunciando quella che definisce una mancata risposta all’accesso agli atti richiesto per fare chiarezza sulle iniziative adottate dagli uffici comunali e dagli enti coinvolti nella gestione della problematica.
Al centro della questione vi è il transennamento che interessa l’area dell’ex convento dal marzo 2021, quando la caduta di alcuni calcinacci da un cornicione rese necessarie limitazioni alla viabilità e il restringimento della carreggiata. Una situazione che, a distanza di oltre quattro anni, non avrebbe ancora trovato una soluzione definitiva.
Nel suo intervento, Bono evidenzia come il caso rappresenti uno dei problemi che continuano a incidere sulla vivibilità del centro storico cittadino. L’area interessata dal transennamento si trova infatti in una zona particolarmente frequentata e il protrarsi della situazione continua a suscitare interrogativi sulle attività svolte per arrivare alla messa in sicurezza definitiva del sito.
Proprio per ottenere chiarimenti, il consigliere ricorda di avere presentato, insieme al collega Gaetano Cognata, un’interrogazione consiliare a risposta scritta il 13 ottobre 2025, chiedendo contestualmente la trasmissione di documentazione relativa alla vicenda.
Secondo quanto riferito da Bono, soltanto il 25 marzo 2026 sarebbe arrivata una risposta orale durante una seduta di question time, giudicata però insufficiente rispetto alle questioni sollevate. Inoltre, la documentazione richiesta non sarebbe stata trasmessa.
Per questo motivo il consigliere ha deciso di presentare il 30 marzo 2026 una formale richiesta di accesso agli atti, finalizzata ad acquisire note, corrispondenza e documenti utili a ricostruire le attività svolte dall’Amministrazione comunale e dagli uffici competenti per affrontare il problema dell’ex Convento di San Francesco.
L’istanza è stata indirizzata al Segretario comunale e trasmessa per conoscenza anche all’Ufficio Ispettivo dell’assessorato regionale delle Autonomie Locali.
Il punto centrale della denuncia riguarda proprio la mancata risposta all’accesso agli atti. Bono sostiene infatti di non avere ricevuto alcun riscontro alla richiesta presentata, nonostante il tempo trascorso dalla sua protocollazione.
Una circostanza che il consigliere considera particolarmente grave, in quanto ritiene che il diritto di accesso alle informazioni e ai documenti sia una prerogativa riconosciuta dalla legge ai consiglieri comunali per consentire il corretto svolgimento del proprio mandato istituzionale.
Nel comunicato viene richiamato anche l’articolo 43, comma 2, del Dl 267 del 2000, norma che disciplina il diritto dei consiglieri di ottenere dagli uffici tutte le informazioni necessarie all’esercizio delle proprie funzioni.
Alla luce della persistente mancata risposta all’accesso agli atti, Bono annuncia l’intenzione di rivolgersi nuovamente all’Ufficio Ispettivo dell’assessorato delle Autonomie Locali.
L’obiettivo è quello di sollecitare l’amministrazione comunale a fornire le risposte richieste e la documentazione relativa alla vicenda dell’ex Convento di San Francesco, oltre a garantire il rispetto delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali.