Non solo Sciacca. Il futuro dei maestri della cartapesta saccensi passa anche da altre città italiane e da esperienze oltreconfine. È questo l’aspetto emerso in un’intervista a Pietro Dimino, presidente dell’associazione Nuove Evoluzioni, che quest’anno firma il carro allegorico L’evoluzione della specie al Carnevale di Sciacca 2026.
Dimino è tra i carristi locali chiamati a lavorare in altri importanti carnevali. Nel suo percorso cita esperienze a Carnevale di Viareggio, in Piemonte e anche all’estero, in Tunisia. Un segnale che conferma come la qualità delle strutture realizzate a Sciacca sia apprezzata anche fuori dall’isola.
“Sicuramente anche il fatto che se ci saranno i capannoni ci da più possibilità a diventare aziende scenografiche”, afferma Dimino, indicando nella disponibilità di spazi adeguati un possibile salto di qualità in chiave imprenditoriale.
Il confronto con altre realtà mette in luce differenze organizzative significative. Un modello, quello saccense, fondato sull’associazionismo e sulla dimensione familiare dei gruppi che per mesi lavorano insieme alla realizzazione delle opere in cartapesta. Ma è proprio l’elevato livello tecnico a fare la differenza. “Noi come strutture siamo i migliori in tutta Italia, non lo dico io ma lo dice chi viene a comprare i carri, strutturalmente siamo molto più complessi, più preparati”, afferma Dimino.



