Cinema. Si presenta venerdì all’Auditorium Rai di Palermo la docufiction “Un Baiano Pirandelliano” del saccense Edoardo Veneziano

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Venerdì 16 febbraio, alle ore 18,00 presso il prestigioso Auditorium Rai di Palermo, verrà presentato il docufilm dal titolo Un Baiano pirandelliano, realizzato dal giovane saccense, Eduardo Veneziano. A discuterne con il regista di Sciacca saranno la giornalista Margherita Ingoglia e Roberto Leone, cronista de La Repubblica – Palermo; durante la serata verrà proiettato il film-documentario. Un baiano pirandelliano – Menelaw Sete, girato tra Sciacca  l’Etna e Salvador de Bahia e presentato ufficialmente lo scorso 4 aprile in Brasile, ha come protagonista l’artista contemporaneo Menelaw Sete che ritorna sugli schermi, dopo anni, con l’esigenza di raccontare, tramite la sua arte e la sua filosofia di vita, alcuni aspetti che stanno portando ad un punto di non ritorno il nostro pianeta terra. Menelaw Sete, detto il Picasso brasiliano, artista sudamericano contemporaneo, già noto nel Comune agrigentino per il gemellaggio con Salvador de Bahia, nel film documentario di Eduardo Veneziano diventa il leitmotiv per discutere della situazione attuale del nostro pianeta, ma anche l’aspetto sociale della mentalità dell’uomo di oggi. Le tematiche raccontate nel docufilm,  passano dalla deforestazione all’estinzione degli animali, dal problema dell’acqua , all’elemento del fuoco rappresentato dal vulcano, simbolo della distruzione a cui il nostro pianeta è destinato. «I quattro capitoli del docufilm sono stati girati tra Sciacca e Catania – spiega Eduardo Veneziano – . Quello sul riciclo, per esempio, è ambientato in un vecchio baglio di Sciacca; mentre per un altro ci siamo appoggiati al complesso culturale del noto scultore di Art Brut, Filippo Bentivegna. Per quello sugli oceani, invece, ci siamo spinti fino al mare, per ammirare la città da un’altra prospettiva». Un contrasto tra arte e realtà, video intervista e graphic novel animata, riportato nel docufilm, evidenzia e contraddistingue il prestigioso lavoro realizzato dal giovane regista, Eduardo Veneziano con lo scopo di sottolineare – utilizzando un linguaggio universale –  alcuni degli aspetti e delle conseguenze che stanno portando il pianeta al collasso. Edoardo Veneziano, 28 anni, originario di Sciacca, comincia la sua formazione professionale  come architetto per poi realizzarsi come regista e produttore a Cinecittà, a Roma. «Sono tornato in Sicilia tre anni fa per cercare, nonostante le difficoltà, di portare un po’ di cinema nel Comune dove sono nato e dove non esistono realtà cinematografiche». Oggi, Eduardo è al suo terzo film documentario. Il primo racconta Sciacca ed è stato distribuito anche negli Stati Uniti; mentre il secondo gli è stato commissionato dal Club Emigranti di Boston, dal titolo Amuri pu mari,  narra le tradizioni marinare, caratteristiche del popolo saccense.