Cultura & Spettacolo

Storia e curiosita’ sulla processione della Madonna del Soccorso di Sciacca, un tour per scoprirle (Video)

Hanno partecipato circa settanta persone ieri al tour gratuito che li ha condotti per le fermate della processione della Madonna del Soccorso per le strade di Sciacca.
E’ stato Salvatore Monte a guidare l’iniziativa nella doppia veste di Cicerone e direttore artistico degli eventi legati al quarto centenario della liberazione della città dalla peste per intercessione della Madonna del Soccorso.

Un’occasione preziosa che ha permesso ai partecipanti di riscoprire e approfondire aspetti spesso poco conosciuti della storica processione.
Nel corso del tour sono stati raccontati i cambiamenti del circuito processionale nel tempo, l’evoluzione del fercolo, il ruolo dei portatori e numerosi dettagli e aneddoti che hanno attraversato decenni di storia religiosa e civile della comunità saccense.

Per molti presenti si è trattato della prima vera opportunità di conoscere da vicino elementi fondamentali di una tradizione tramandata nei secoli.
Un racconto fatto di storia, trasformazioni e memoria collettiva, che ha restituito il valore profondo di una delle manifestazioni più sentite dalla città. La partecipazione attenta e attiva del pubblico ha confermato la piena riuscita dell’iniziativa.
Soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori, che hanno sottolineato come anche appuntamenti più contenuti, rispetto alle celebrazioni principali dell’1 e 2 febbraio, abbiano contribuito ad arricchire il calendario del quarto centenario, rafforzando il legame tra Sciacca, la sua storia e le sue tradizioni.

Intanto, oggi, sabato 24 gennaio alle ore 17, Sciacca riscopre l’antica tradizione de “La Cunnuta”, processione penitenziaria legata al culto della Madonna del Soccorso, che torna dopo quasi trent’anni nell’ambito delle celebrazioni per il 400° anniversario della Liberazione dalla peste (1626–2026).
Il corteo partirà da via Figuli, nei pressi dell’edicola votiva, e si snoderà fino alla Basilica, rievocando un rito di fede, espiazione e ringraziamento profondamente radicato nella storia cittadina.
L’iniziativa, coordinata da padre Salvatore Raso e dall’Arciprete don Calogero Lo Bello, invita la comunità a vivere un momento di intensa spiritualità, memoria e unità.

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