Comitato per la sanità: “Ospedale di Sciacca diventa “Spoke”, ma di fatto meno posti letto e unità complesse”

2785

Non c’è nulla di cui gioire o tanto meno da festeggiare, ma continuare a vigilare e a controllare. Questa l’analisi sintetica del Comitato per la sanità, costituitosi a Sciacca circa due anni fa dopo il paventato rischio di declassamento del “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

La corsa all’accaparrarsi il merito di quello che, a poche ore dal via libero del Governo centrale al tanto atteso piano sanitario Gucciardi era stato definito un “successo”, viene oggi stoppata dal contenuto di fatto che attribuirà  l’etichetta di ospedale “Spoke Dea di I livello” per il nosocomio saccense.

L’avvocato Ignazio Cucchiara, uno dei promotori del Comitato, spiega che andando a leggere il piano nel merito, per il presidio ospedaliero saccense vorrà dire meno posti letto, meno unità operative complesse che verranno trasformate in semplici e quindi, meno profili professionali in grado di garantire la qualità dell’assistenza sanitaria nel territorio.

Dello stesso avviso del  Comitato, anche il deputato di Sicilia Futura e presidente della Commissione affari istituzionali Salvatore Cascio che ha definito: “Questa rete è una porcata. Una manovra elettorale che distrugge i territori. A cominciare dall’ospedale di Sciacca e Ribera dove scompaiono, tra le altre cose, l’urologia, la struttura complessa di chirurgia, la chirurgia toracica. Quell’ospedale viene apparentemente promosso, in realtà fa tanti passi indietro, mentre in alte zone, come gli ospedali del Trapanese, i criteri usati sembrano diversi”.