Villafranca Sicula si mobilità con una raccolta di firme per un giovane del Mali che da circa tre anni risiede nel centro agrigentino, dove lavora, con regolare contratto, in un’azienda agricola e in una pizzeria, e che qualche giorno fa è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile del Reparto territoriale di Sciacca per tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sottrazione di minore, fabbricazione di documenti falsi.
In carcere è finito Fakoly Sissokho, di 36 anni, per fatti contestati fino a luglio del 2025, in Spagna e in Italia. Il trentasettenne è stato raggiunto da un mandato di arresto europeo. La Corte di Appello di Palermo, competente per le rogatorie internazionali, ha convalidato l’arresto, attraverso il giudice delegato di Sciacca, e non ha ancora deciso sull’esistenza delle condizioni per la consegna dell’estradando all’autorità giudiziaria spagnola. Non è ancora arrivato il mandato di arresto europeo tradotto in spagnolo. Tutto è stato rinviato all’udienza del 9 giugno prossimo.
“Il nostro concittadino è eccellentemente integrato e stimato dalla comunità di Villafranca Sicula e paesi limitrofi, come cittadino modello, sempre disponibile, educato e cordiale in questi tre anni – è scritto in una lettera inviata al legale del maliano con la raccolta di un centinaio di firme in un comune di circa mille abitanti-. Abbiamo conosciuto una persona che non ci ha mai fatto dubitare della sua bontà e correttezza”.
La richiesta che viene avanzata è di non consegnarlo alle autorità spagnole “e di processarlo, se necessario, in Italia”. Il legale del trentaseienne, l’avvocato Sergio Vaccaro (nella foto), vuole depositare la lettera con la raccolta di firme nell’udienza del 9 giugno. “Il mio cliente – dice l’avvocato Vaccaro – respinge le accuse e afferma di non essersi mai recato in Spagna”.