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Si avvicina Natale, a Menfi due alberi e un presepe

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Un grosso albero di Natale è stato collocato nella piazza principale di Menfi di fronte il Comune menfitano.

Il simbolo natalizio per eccellenza sarà addobbato e illuminato nei prossimi giorni.

Le decorazioni e la collocazione della pianta e’ stata possibile grazie ad una collaborazione tra amministrazione, associazioni, aziende e privati.

A Menfi non si rinuncia alla tradizione e oltre all’albero e’ stato allestito anche un presepe in Corso dei Mille realizzato nell’area privata di Dino Balistreri. Si tratta di un presepe interamente in legno realizzato da Gaspare Zinna.

Un altro albero e’ stato addobbato e acceso in via Inico. Questo e’ un albero in ferro realizzato grazie alla famiglia Li Petri /Monaco titolare del Gruppo MEDAL che anche quest’anno ne ha curato i deco

Crisi idrica a Sciacca, esposto in Procura degli amministratori di condominio

Il presidente regionale di ACAP, associazione degli amministratori di condominio e proprietari immobiliari, Pasquale Palumbo ha presentato un esposto in Procura per la perdurante e gravissima crisi idrica che sta investendo il territorio e che ha creato un grande disagio in tutta la popolazione del territorio provinciale, che rischia di trasformarsi in un gravissimo allarme sociale.

“A causa di turni di distribuzione – scrive Palumbo -ormai diventati lunghissimi e spesso rinviati dal Gestore del Servizio idrico integrato – come amministratori siamo sottoposti a continue chiamate da parte dei condomini rappresentati con richieste di provvedere al rifornimento idrico con autobotti private, che è diventato sostanzialmente impossibile da reperire sul territorio, soprattutto in tempi brevi”

Palumbo chiede di essere portato a conoscenza delle soluzioni approntate ” nonché di essere sentito da parte delle autorità e organi in indirizzo per meglio rappresentare le circostanze di fatto ed esprimere la personale preoccupazione per i rischi ed i pericoli che potrebbero verificarsi con il persistere dei disservizi nell’erogazione idrica”.

Corsa di cavalli clandestina a Triscina, carabinieri bloccano la gara

Avevano organizzato e diretto una corsa di cavalli non autorizzata e i carabinieri sono intervenuti con un vero blitz che ha bloccato la corsa degli animali che si stava svolgendo a Triscina, località balneare di Campobello di Mazara.

Nove le persone denunciate a vario titolo per aver messo in pericolo l’integrità fisica degli animali e per corsa clandestina.

I carabinieri della Compagnia di Castelvetrano sono intervenuti assieme ai carabinieri forestali di Trapani e al personale veterinario dell’Asp in un terreno privato che sarebbe stato adibito come un ippodromo.

Durante la corsa vi erano anche un centinaio di spettatori che si sono dileguati alla vista dei militari.

I controlli hanno anche interessato anche i cavalli che sono stati sottoposti a prelievo di campioni ematici per verificare l’eventuale somministrazione di sostanze dopanti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Marsala, adesso verificheranno se dietro alla corsa vi fosse anche un circuito illegale di scommesse clandestine.

Tavolo imposta di soggiorno convocato per il 20 aprile , il primo di Fabio Termine

E’ stato convocato per il prossimo giovedì 20 aprile, il tavolo tecnico sull’imposta di Soggiorno 2023. E’ stato il sindaco Fabio Termine a convocare il tavolo e ad invitare tutti gli operatori turistici del territorio. Tavolo che in precedenza era stato sollecitato dal presidente della Commissione Bilancio, Filippo Bellanca

Al tavolo oltre che il sindaco e gli assessori, i due presidenti della Commissione consiliare Bilancio e Attività Produttive, vi saranno i rappresentanti del Mangia’s, del Verdura Resort, di strutture extralberghiere

di Confcommercio,l’associazione Sciacca turismo, Federalbeghi e Consorzio turistico.

Si tratta del primo tavolo tecnico sull’imposta che il sindaco Fabio Termine convoca dall’inizio del suo mandato.

Gli andrologi italiani a confronto a Catania su disfunzioni sessuali e tasso di natalità basso

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Si svolgerà il 14 e il 15 aprile ad Acicastello, a Catania, l’edizione numero 24 del congresso regionale della Sia, la Società Italiana di Andrologia.
All’ordine del giorno saranno i nuovi trattamenti per contrastare il problema delle disfunzioni sessuali e del basso tasso di natalità.

Presidenti del congresso sono Paolo Panella e Salvatore Privitera, presidenti onorari Sebastiano Cimino e Michele Pennisi.

Saranno presenti Alessandro Palmieri e Pasquale Martino, rispettivamente presidente della Società Italiana di Andrologia e presidente della Società di Ecografia Urologica ed Andrologica (Sieun).

Il congresso si pone come obiettivo principale – hanno specificato Paolo Panella e Salvatore Privitera – di trattare le nuove modalità di cura delle più frequenti patologie andrologiche, rispetto alle esigenze di una società in continua evoluzione. All’inizio saranno analizzate le metodologie informatiche che oggi consentono la realizzazione della telemedicina, facendo soprattutto riferimento all’utilizzo dei social media e delle nuove tecnologie digitali. Saranno anche trattate le forme di sessualità considerate alternative”.

A causa – hanno aggiunto i presidenti del congresso – della denatalità registrata negli ultimi anni anche nel Meridione, saranno discusse le opzioni terapeutiche per una procreazione naturalmente assistita, in modo da ridurre, se possibile, il ricorso alle tecniche di fecondazione artificiale”.

Il congresso nasce dalla collaborazione tra l’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania ed il Policlinico Universitario.

Saranno ben 200 gli specialisti presenti: urologi, endocrinologi, ginecologi, radiologi, radioterapisti, oncologi, medici di medicina generale, psichiatri, psicologi e biologi. Inoltre il congresso ospiterà un corso di aggiornamento per 30 infermieri professionali.

Nel pomeriggio di venerdì avrà luogo una sezione parallela del congresso, dedicata alla biopsia prostatica e chirurgica protesica per la disfunzione erettile.

Nel corso dei lavori – concludono i presidenti del congresso – verranno esaminate le opzioni terapeutiche delle più frequenti disfunzioni eiaculatorie e sarà analizzato l’impatto della pandemia sulla sessualità dell’uomo e sulla fertilità maschile”.

Calendario venatorio Sicilia 2026-2027, approvato il decreto: caccia al via dal 20 settembre

La Regione Siciliana ha dato il via libera al calendario venatorio per la stagione 2026-2027.

Il decreto è stato firmato dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, che ha sottolineato il rispetto delle tempistiche previste per garantire l’avvio regolare dell’attività venatoria.

«Anche quest’anno siamo riusciti a rispettare i termini stabiliti – ha dichiarato Sammartino – mantenendo l’impegno assunto con il comparto venatorio siciliano».

Secondo quanto stabilito dal nuovo calendario, sono previste alcune giornate di preapertura già a partire dal 2 settembre.

L’apertura generale della stagione di caccia è invece fissata per il 20 settembre 2026.

Le disposizioni ricalcano in gran parte quelle adottate nella precedente stagione: confermate due giornate dedicate alla tortora e sei al colombaccio durante il periodo di preapertura.

Per quanto riguarda invece il coniglio selvatico e il moriglione, eventuali modalità di prelievo saranno disciplinate con successivi atti specifici, in conformità alla normativa vigente.

Il decreto verrà pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana, nella sezione dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, oltre che, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

Due sorelle investite a Milano, morta Alfonsa Curiale di Joppolo Giancaxio

Dramma nella notte a Milano, dove due sorelle originarie di Joppolo Giancaxio sono state investite mentre attraversavano la carreggiata sulle strisce pedonali in via Carnia.

Il bilancio è pesantissimo: Alfonsa Curiale, già dirigente della biblioteca comunale, ha perso la vita, mentre la sorella Filomena è ricoverata in ospedale in condizioni giudicate molto serie.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Polizia Locale, alla guida dell’auto vi era un uomo di 39 anni che, dopo l’impatto, avrebbe proseguito la marcia senza fermarsi per prestare aiuto alle due donne.

Poco dopo, però, si è presentato spontaneamente agli agenti.

Gli accertamenti eseguiti nelle ore successive hanno evidenziato un quadro aggravato: il conducente sarebbe risultato positivo sia all’alcoltest che al narcotest.

In particolare, il tasso alcolemico rilevato sarebbe stato circa quattro volte superiore al limite consentito dal Codice della strada.

Per il 39enne è così scattato l’arresto con le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso, aggravate dallo stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.

La notizia ha profondamente colpito la comunità di Joppolo Giancaxio, paese d’origine delle due sorelle, dove Alfonsa Curiale era conosciuta anche per il suo impegno professionale nel settore culturale.

Perquisizioni e nuove indagini sulla rete di Messina Denaro: nel mirino anche le sorelle del boss

Nuovi sviluppi nelle indagini sulla rete di protezione di Matteo Messina Denaro. Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, carabinieri e polizia hanno eseguito una serie di perquisizioni nell’abitazione di un’avvocata di Campobello di Mazara, oggi deceduta, che in passato aveva curato la difesa del capomafia e di alcuni soggetti accusati di favoreggiamento.

Gli accertamenti si sono estesi anche allo studio legale della professionista, attualmente gestito dal figlio.

Le operazioni sono state coordinate dal pubblico ministero Gianluca De Leo. Al momento, il figlio dell’avvocata non risulta indagato.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta della Dda, gli investigatori ipotizzano che tra la legale e il boss di Castelvetrano vi fosse, negli anni della latitanza, un rapporto particolarmente stretto.

Le verifiche in corso puntano a ricostruire il sistema di coperture che avrebbe garantito protezione a Messina Denaro e a fare luce anche su presunti interessi economici collegati al suo patrimonio.

Intanto prosegue anche il filone investigativo che riguarda le sorelle del boss, Giovanna Messina Denaro e Bice Messina Denaro.

Le due donne sono indagate con l’accusa di procurata inosservanza della pena per avere, secondo la Procura, aiutato il fratello a eludere la cattura durante il lungo periodo di latitanza.

La Procura di Palermo aveva inizialmente contestato alle due anche il reato di associazione mafiosa, avanzando richiesta di misura cautelare. Il giudice, pur riconoscendo la presenza di gravi indizi a loro carico, ha però riqualificato l’accusa e non ha disposto arresti, ritenendo assenti le esigenze cautelari dopo la morte del capomafia.

Contro questa decisione i magistrati hanno presentato appello al Tribunale del Riesame.

Open day al Centro Alzheimer di Sciacca, prevenzione per la memoria (Video)

Una giornata dedicata alla prevenzione, allo screening della memoria e alla conoscenza dei servizi offerti dal Centro disturbi cognitivi e demenze di Sciacca. L’open day promosso dall’Asp di Agrigento ha acceso i riflettori sull’importanza della diagnosi precoce e sul percorso di supporto rivolto ai pazienti e alle famiglie.

“È fondamentale arrivare ad una diagnosi precoce”, ha sottolineato Lina Gucciardino, direttrice del Centro disturbi cognitivi di Agrigento, spiegando che l’iniziativa nasce anche con l’obiettivo di “eliminare lo stigma e indirizzare i quanti più possibili pazienti in uno stadio precoce”.

Durante la giornata sono state attivate postazioni dedicate allo screening e alla prevenzione, con momenti informativi sui principali campanelli d’allarme. “Quelle piccole dimenticanze, quei nomi che non ricorda, che magari noi sottovalutiamo ma possono essere dei piccoli campanelli d’allarme”, ha evidenziato Gucciardino, richiamando il ruolo centrale dei familiari nell’individuazione dei primi segnali.

Al centro dell’attività del presidio di Sciacca vi è la riabilitazione cognitiva. “L’obiettivo principale è la riabilitazione cognitiva”, ha spiegato Paola La Sala, sociologa dell’Asp di Agrigento. Il lavoro si sviluppa attraverso test, schede predisposte dalle psicologhe della struttura e cure non farmacologiche come arteterapia e musicoterapia, strumenti che “permettono comunque di riattivare il campo emotivo del paziente e di riattivare quindi anche il ricordo, la memoria”.

Le attività quotidiane comprendono pittura, disegno e laboratori manuali a carattere artistico. “Una risposta solida e soprattutto emozionante perché loro reagiscono e interagiscono benissimo”, ha aggiunto La Sala.

Sul fronte psicologico, Luana Di Gioia ha definito il percorso terapeutico “una vera e propria ginnastica mentale”. Le attività puntano a stimolare attenzione, linguaggio, memoria e capacità di rievocazione attraverso esercizi mirati e schede cognitive.

Un tema centrale dell’open day è stato quello della prevenzione. “Se si comincia a capire che magari si ha qualche problema di memoria, contattateci proprio come centro, perché noi possiamo aiutare a qualsiasi livello”, ha affermato la psicologa Danielle Mancuso, evidenziando l’importanza di intervenire ai primi segnali.

I numeri confermano una crescente richiesta di assistenza. Secondo i dati forniti dall’Asp, nel 2025 le prestazioni cliniche, psicologiche e di supporto familiare hanno superato quota 21.750, con circa 3.500 utenti seguiti attraverso piani personalizzati.

A tracciare il quadro epidemiologico è stato Leonardo Giordano, capo dipartimento del Centro salute mentale: “Più di un milione di persone in Italia sono affette da patologie neurodegenerative”. Anche in provincia di Agrigento, ha spiegato, i dati risultano “continuamente in crescita”, con migliaia di prestazioni effettuate ogni anno tra screening, diagnosi e presa in carico riabilitativa.

Frana di Niscemi, Meloni in visita al Comune

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Niscemi accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. La premier si è recata in Municipio per una nuova visita istituzionale legata all’emergenza provocata dalla Frana di Niscemi, che a gennaio scorso ha colpito duramente il comune del Nisseno.

Si tratta della terza visita della presidente del Consiglio dopo quelle effettuate il 28 gennaio e il 16 febbraio, entrambe successive alla frana del 25 gennaio che ha provocato il crollo di un costone roccioso, trascinando a valle abitazioni, mezzi e numerosi immobili.

Frana di Niscemi, proseguono le indagini della Procura

Parallelamente alla visita istituzionale, continua anche l’inchiesta aperta dalla Procura di Gela sul disastro che ha messo in ginocchio la città. L’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta è stato interrogato dai magistrati coordinati dal procuratore Salvatore Vella nell’ambito dell’indagine per disastro colposo e danneggiamento collegata alla Frana di Niscemi.

Crocetta si è avvalso della facoltà di non rispondere, presentando però una serie di documenti ai pm e dichiarandosi disponibile a un successivo confronto dopo l’esame della documentazione depositata.

Tredici indagati nell’inchiesta sulla frana

L’inchiesta coinvolge complessivamente tredici persone tra ex presidenti della Regione, dirigenti regionali e responsabili della Protezione civile. Tra gli indagati figurano anche gli ex governatori Raffaele Lombardo, Nello Musumeci e l’attuale presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, questa prima fase dell’indagine riguarda la mancata realizzazione delle opere di mitigazione del rischio che avrebbero potuto impedire o limitare le conseguenze della Frana di Niscemi. Gli interventi erano stati previsti dopo il primo importante evento franoso del 1997.

Nel 1999 era stato sottoscritto un contratto di appalto da 12 milioni di euro per la realizzazione delle opere di contenimento, ma gli interventi non sarebbero mai stati eseguiti. Il contratto con l’associazione temporanea di imprese incaricata dei lavori si risolse poi nel 2010.

Le prossime fasi dell’inchiesta

La Procura di Gela sta inoltre approfondendo altri aspetti legati alla gestione del territorio. Una seconda fase investigativa riguarderà i mancati interventi sulla raccolta e sulla regimentazione delle acque bianche e nere, indicate fin da subito tra le possibili cause dell’innesco del fronte franoso.

La terza fase sarà invece concentrata sulla gestione della zona rossa, sia quella già interessata dalla frana del 1997 sia le aree considerate a rischio molto elevato nelle relazioni tecniche predisposte nel tempo. Gli accertamenti si concentreranno sui mancati sgomberi, sulle demolizioni non effettuate, sul blocco delle nuove costruzioni e sulle autorizzazioni rilasciate per opere che, secondo gli investigatori, non avrebbero dovuto essere realizzate.

Un centro diurno alla Badia Grande, la presidente di “Crescere Insieme”: “Non sarà un ghetto” (Video)

E commossa Marta Russo, la presidente di “Crescere Insieme” nel mostrarci i locali dell’ex convento della Badia Grande che oggi sono finalmente nelle mani dell’associazione saccense che raggruppa 45 diversamente abili e le loro famiglie e che ha gia’ posto le basi del nuovo Centro diurno.

“Non è una sede – afferma – e non vuole essere un posto chiuso. Non sarà un ghetto. Qui da San Michele che considero un quartiere a misura d’uomo vogliamo lanciare un’azione di addestramento per la città. E’ una parola forte ma è quello che serve. Perché mio figlio possa andare in un negozio e ritrovarsi una persona che riesca a comunicare con lui”.

Accanto alla soddisfazione di Marta Russo vi è quella di Agnese Sinagra, assessore alle Politiche Sociali: “E’ un posto per tutta la comunità. Un progetto partito un anno fa con un avviso di manifestazione d’interesse alla quale “Crescere Insieme” ha risposto”.

I locali che un tempo facevano parte del convento della Badia Grande e successivamente destinato ad un asilo gestito dalle suore, per dodici anni sono rimasti chiusi.

Ora la nuova vita con “Crescere Insieme” che ne ha ricavato un centro diurno. All’interno diversi saloni destinati alle attività e ai laboratori che coinvolgeranno i ragazzi e le famiglie dell’associazione: sala pittura, una palestra, una cucina, una mensa, una sala musica e ballo e tante altre attività che saranno create con l’intento di educare all’autonomia.

Pantelleria, sbarca con cocaina nascosta in auto: arrestato 38enne palermitano

I Carabinieri della Stazione di Pantelleria hanno arrestato un uomo di 38 anni, originario di Palermo, trovato in possesso di cocaina subito dopo il suo arrivo sull’isola a bordo di un traghetto.

L’intervento è scattato nell’ambito dei controlli ordinari effettuati dai militari sui passeggeri in arrivo con aliscafi e navi di linea. Il 38enne, giunto a Pantelleria con la propria vettura, avrebbe mostrato un comportamento particolarmente agitato durante le verifiche di rito, fornendo inoltre spiegazioni poco chiare sulla ragione della sua presenza sull’isola.

Gli elementi raccolti hanno spinto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti con una perquisizione personale e del mezzo.

Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto circa 15 grammi di cocaina nascosti all’interno degli indumenti dell’uomo.

Altre due dosi della stessa sostanza sarebbero state trovate nel cruscotto dell’automobile.

Per il 38enne sono così scattate le manette con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, che non ha però disposto ulteriori misure cautelari nei confronti dell’indagato.

Revisione auto, cosa cambia con le nuove regole UE: controlli più tecnologici, ma niente scadenza annuale per ora

L’Unione europea sta lavorando a una riforma delle revisioni auto: più controlli su sistemi elettronici, richiami obbligatori, veicoli elettrici e contachilometri. Per ora, però, la revisione annuale per le auto con più di dieci anni non è stata approvata dalla commissione Trasporti del La revisione auto potrebbe diventare più tecnologica e più attenta alla sicurezza digitale dei veicoli, ma non è ancora previsto un passaggio automatico alla revisione annuale per tutte le auto con più di dieci anni. È questo il punto più importante per gli automobilisti italiani che, in questi giorni, leggono notizie sulle nuove regole europee in materia di controlli tecnici periodici.

La commissione Trasporti e turismo del Parlamento europeo ha approvato una posizione negoziale sulla revisione del cosiddetto Roadworthiness Package, il pacchetto di norme che disciplina controlli tecnici, documenti di registrazione e ispezioni su strada nell’Unione europea. La riforma, però, non è ancora legge: il testo dovrà completare l’iter europeo e sarà oggetto di confronto con il Consiglio dell’Unione europea.

Per gli automobilisti italiani, quindi, la prima risposta è semplice: le scadenze attuali non cambiano oggi. In Italia, la prima revisione per le autovetture va effettuata dopo quattro anni dalla prima immatricolazione; le successive revisioni devono essere effettuate ogni due anni.

Perché l’Europa vuole aggiornare le revisioni

Le regole europee sui controlli tecnici dei veicoli risalgono, nella loro impostazione più recente, al 2014. Da allora il parco auto è cambiato: circolano più veicoli elettrici e ibridi, le auto sono dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida e molte funzioni di sicurezza dipendono da sensori, centraline e software.

Il nuovo pacchetto punta a rendere i controlli più coerenti con questa evoluzione. L’obiettivo dichiarato è migliorare la sicurezza stradale, ridurre le frodi e favorire il riconoscimento dei dati tecnici tra Stati membri. La riforma è collegata anche alla riduzione dell’inquinamento e alla digitalizzazione dei documenti dei veicoli.

In termini pratici, la revisione non verificherebbe più soltanto freni, luci, pneumatici, emissioni e componenti meccaniche tradizionali. Potrebbe diventare un controllo più completo sul funzionamento complessivo dell’auto, compresa la parte elettronica che oggi incide in modo diretto sulla sicurezza.

Quali controlli potrebbero entrare nella revisione

La novità più concreta riguarda l’aggiornamento della lista dei controlli. Gli eurodeputati hanno indicato la necessità di includere nei test periodici anche sistemi che oggi non sono sempre oggetto di una verifica ordinaria, come airbag, frenata automatica d’emergenza e sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Questo passaggio è importante perché molte auto recenti basano la sicurezza su tecnologie che non si vedono a occhio nudo. Un sensore mal calibrato, una centralina non aggiornata o un sistema di frenata automatica non funzionante possono ridurre la protezione effettiva del conducente e dei passeggeri.

La proposta riguarda anche i veicoli elettrici e ibridi, per i quali dovrebbero essere previsti controlli specifici. L’idea è adeguare la revisione a motori, batterie e componenti elettroniche che non erano centrali quando furono definite molte delle regole oggi in vigore.

Auto con più di dieci anni: perché non cambia la frequenza

Uno dei punti che più interessa le famiglie è la frequenza della revisione. La Commissione europea aveva proposto controlli annuali per auto e furgoni con più di dieci anni, ma la commissione Trasporti del Parlamento europeo non ha condiviso questa impostazione.

La motivazione è chiara: secondo gli eurodeputati, l’obbligo annuale non sarebbe proporzionato e non sarebbe sostenuto da prove sufficienti di un’effettiva riduzione degli incidenti. Questo significa che, almeno nella posizione parlamentare attuale, non viene introdotta una revisione ogni anno per tutte le auto più datate.

Per il lettore italiano la distinzione è decisiva. Oggi il sistema nazionale resta quello attuale: prima revisione dopo quattro anni, poi ogni due anni per le autovetture ordinarie. Alcune categorie di veicoli, come taxi, autobus, ambulanze e mezzi destinati a usi particolari, seguono già scadenze annuali, ma non si tratta della regola generale per le auto private.

Revisione all’estero e certificato temporaneo europeo

La riforma affronta anche un problema concreto per chi vive, lavora o studia temporaneamente in un altro Paese dell’Unione europea. Il Parlamento europeo propone di consentire la revisione in uno Stato membro diverso da quello di immatricolazione, con rilascio di un certificato temporaneo europeo di idoneità valido sei mesi.

Questa misura potrebbe semplificare la vita a lavoratori, studenti, pensionati residenti per alcuni mesi all’estero e famiglie che si spostano spesso tra Paesi europei. Il controllo successivo, tuttavia, dovrebbe tornare a essere effettuato nello Stato di registrazione del veicolo, salvo eventuali modifiche nel testo definitivo.

È una novità da seguire con attenzione anche in Sicilia e nel Sud Italia, dove molti cittadini hanno legami familiari o lavorativi con altri Paesi europei. Se approvata, la misura potrebbe evitare rientri forzati solo per rispettare la scadenza della revisione.

Frodi sui contachilometri: più dati contro le manomissioni

Un altro capitolo rilevante riguarda il mercato dell’usato. La proposta europea intende contrastare le frodi sul chilometraggio, un problema che può danneggiare chi acquista un’auto apparentemente conveniente ma in realtà molto più usurata di quanto dichiarato.

La posizione del Parlamento prevede che le officine registrino le letture del contachilometri in occasione di riparazioni superiori a un’ora e che i costruttori inseriscano i dati dei veicoli connessi in banche dati nazionali. L’obiettivo è creare una cronologia più affidabile, utile a rendere più difficile la manomissione del chilometraggio.

Per un acquirente, questa parte della riforma potrebbe essere particolarmente utile. Un chilometraggio certificato permette di valutare meglio il prezzo, lo stato dell’auto e i rischi futuri di manutenzione. Per venditori corretti e officine, invece, può diventare uno strumento di trasparenza.

Richiami obbligatori, emissioni e controlli su strada

La riforma punta anche a rafforzare il collegamento tra revisione e richiami obbligatori. Se un veicolo è stato oggetto di una campagna di richiamo per ragioni di sicurezza e l’intervento non è stato effettuato, la proposta prevede che questo elemento possa incidere sull’esito della revisione.

Sul fronte ambientale, gli eurodeputati sostengono l’inserimento di misurazioni su particolato e ossidi di azoto nei controlli periodici, lasciando però agli Stati membri la scelta sul grado di obbligatorietà. La riforma guarda anche all’individuazione dei veicoli ad alte emissioni e alla riduzione dell’inquinamento prodotto dai mezzi più problematici.

Sono previste inoltre più ispezioni tecniche su strada, in particolare per veicoli commerciali, autobus, furgoni e mezzi pesanti. Questa parte della riforma mira a intercettare veicoli non sicuri o molto inquinanti anche fuori dall’officina.

Cosa deve fare oggi l’automobilista italiano

Per ora l’automobilista non deve modificare il proprio comportamento sulla base della proposta europea. La cosa più prudente è continuare a rispettare le scadenze nazionali, controllare la data dell’ultima revisione e verificare lo stato del veicolo prima di mettersi in viaggio.

La revisione periodica verifica elementi come dispositivi di frenatura, sterzo, visibilità, impianto elettrico, pneumatici, sospensioni, telaio, emissioni, rumori e identificazione del veicolo. La circolazione senza revisione comporta una sanzione amministrativa e la sospensione dalla circolazione fino all’effettuazione del controllo.

La riforma europea, se approvata, potrà rendere la revisione più moderna e più aderente alle auto di oggi. Non va però letta come una misura già operativa né come un obbligo immediato di revisione annuale per tutte le vetture datate.

In sintesi

La revisione auto non cambia da un giorno all’altro. La proposta europea va nella direzione di controlli più completi, capaci di valutare anche elettronica, sistemi di assistenza alla guida, veicoli elettrici, richiami obbligatori e frodi sui contachilometri. La frequenza biennale per le auto private, però, resta il riferimento attuale in Italia e la commissione Trasporti del Parlamento europeo ha respinto l’obbligo generalizzato di revisione annuale per auto e furgoni con più di dieci anni.

La notizia da ricordare è quindi questa: meno allarmismo sulle scadenze, più attenzione alla qualità dei controlli. Per famiglie, lavoratori e automobilisti maturi, la riforma può incidere soprattutto su costi, trasparenza dell’usato e sicurezza reale del veicolo, ma solo dopo l’approvazione definitiva delle nuove regole europee.

Risse e droga nel territorio di Sciacca, l’allarme della procuratrice Maligno

Nel circondario di Sciacca molte risse nascerebbero da contrasti maturati in contesti criminali legati al traffico di sostanze stupefacenti. È quanto emerge dalle indagini condotte nel territorio, come sottolineato dalla procuratrice della Repubblica di Sciacca, Maria Teresa Maligno. Lo riporta un articolo di Giuseppe Pantano sull’edizione cartacea del Giornale di Sicilia.

“Nel circondario di Sciacca molte risse nascono anche da contrasti sorti in contesti criminali legati al traffico di sostanze stupefacenti. Questo emerge dalle indagini. Sono coinvolti extracomunitari, ma anche gente del territorio”, afferma la procuratrice.

Il fenomeno si inserisce in un contesto nel quale sono stati sequestrati ingenti quantitativi di droga nel territorio saccense. “Il traffico di sostanze stupefacenti a Sciacca e nel territorio ha un’incidenza significativa. L’azione di contrasto delle forze dell’ordine ha portato, anche recentemente, al sequestro di ingenti quantitativi di droga e ad alcuni arresti”, aggiunge la procuratrice.

Gli arresti per droga hanno riguardato sia soggetti già coinvolti in precedenti indagini sugli stupefacenti e con condanne alle spalle, sia persone incensurate.

Tra le cause delle risse viene indicato anche l’abuso di alcol, soprattutto tra i più giovani. “Il consumo di alcol, soprattutto tra i giovani, è un’altra causa delle risse. Questo, purtroppo, non è soltanto un problema che si registra nel territorio, ma è un’emergenza sociale che coinvolge l’Italia. Purtroppo, tra i giovani le risse sono un fenomeno in aumento e sempre più frequentemente si registra il ricorso all’uso della violenza e delle armi. Il fenomeno delle baby gang può in parte essere ricondotto anche all’effetto di un uso distorto e non consapevole dei social media”, dichiara Maligno.

Le forze dell’ordine continuano l’attività di contrasto, mentre la procura porta avanti le indagini che hanno già portato ad arresti per droga e alla denuncia di diversi giovani coinvolti in risse nel territorio.

Arresto per droga a Trapani, sequestrati hashish e cocaina al porto

Nuova operazione antidroga della Guardia di Finanza nel Trapanese. I finanzieri del Comando Provinciale di Trapani hanno sequestrato 1,5 chilogrammi di hashish e oltre 200 grammi di cocaina, arrestando un soggetto in flagranza di reato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione di arresto per droga a Trapani si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti e allo spaccio di sostanze stupefacenti portate avanti quotidianamente dalle Fiamme Gialle sul territorio provinciale e nei collegamenti marittimi verso le isole minori.

Controlli al porto di Trapani

L’intervento è stato eseguito dai finanzieri della Compagnia di Marsala, giunti in supporto dei colleghi trapanesi per il potenziamento del monitoraggio dei varchi doganali e dei collegamenti marittimi.

Durante le operazioni di imbarco per l’isola di Pantelleria, i militari hanno notato un uomo con uno zainetto al seguito che stava per salire a bordo del traghetto. L’attenzione degli operatori è stata attirata dal fatto che il passeggero non avesse con sé la carta d’identità originale, ma soltanto una fotocopia del documento di riconoscimento mostrata agli addetti della compagnia di navigazione.

Insospettiti dall’atteggiamento del viaggiatore, i finanzieri hanno deciso di procedere con un controllo più approfondito.

Hashish e cocaina nascosti nello zaino

Nel corso della perquisizione, l’uomo ha manifestato evidenti segni di nervosismo. All’interno dello zainetto sono stati così rinvenuti circa 1,5 chilogrammi di hashish e 235 grammi di cocaina.

La droga è stata immediatamente sequestrata, mentre il soggetto è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’episodio ha consentito di interrompere un presunto traffico di sostanze stupefacenti destinato, secondo quanto emerso dalle attività investigative, ad alimentare il mercato dello spaccio sull’isola di Pantelleria in vista della stagione turistica.

Il valore della droga sequestrata

Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, la sostanza stupefacente sequestrata, se immessa sul mercato illecito, avrebbe potuto fruttare guadagni superiori a 50 mila euro.

Il sequestro rappresenta un ulteriore risultato nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei traffici illeciti svolte quotidianamente dalle Fiamme Gialle sul territorio trapanese.

L’episodio conferma l’attenzione delle autorità nel controllo dei collegamenti marittimi e dei punti sensibili della provincia, con particolare riguardo alle rotte verso le isole minori.

Guardia di Finanza in prima linea contro lo spaccio

L’operazione testimonia ancora una volta il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e ai traffici illegali, attraverso controlli mirati e attività di monitoraggio del territorio e delle aree portuali.

Resta fermo che l’attività si colloca nella fase delle indagini preliminari e che, allo stato attuale delle acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, permane la presunzione di innocenza.