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Scuola, infortunio dell’alunno: non sempre scatta il risarcimento. La Cassazione chiarisce quando la scuola è responsabile

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Non ogni infortunio scolastico comporta automaticamente un risarcimento. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 33392 del 21 dicembre 2025, che fissa principi molto precisi sui casi in cui la scuola può essere ritenuta responsabile per gli incidenti avvenuti agli alunni durante l’orario scolastico.

La sentenza ridisegna i confini della responsabilità dell’istituto scolastico e mette in guardia le famiglie: il semplice fatto che l’infortunio avvenga a scuola non basta per ottenere un indennizzo.


Infortunio a scuola: cosa dice la Cassazione

Secondo la Suprema Corte, affinché possa sorgere una responsabilità risarcitoria, non è sufficiente il dato spazio-temporale (cioè che l’incidente sia avvenuto durante le lezioni o sotto la vigilanza degli insegnanti).
È invece necessario dimostrare:

  • il nesso causale tra l’evento e una condotta colposa della scuola;
  • una carenza effettiva di vigilanza da parte del personale scolastico;
  • oppure un comportamento illecito di un altro alunno, chiaramente individuato.

In assenza di questi elementi, la richiesta di risarcimento può essere legittimamente respinta.


Il caso concreto: ricostruzioni contraddittorie e niente risarcimento

La vicenda esaminata dalla Cassazione riguarda un alunno infortunatosi durante una lezione di educazione fisica in palestra, con una frattura al polso.
La famiglia aveva chiesto il risarcimento al Ministero dell’Istruzione, ma:

  • la dinamica dell’incidente non era stata chiarita in modo univoco;
  • le versioni fornite parlavano alternativamente di scivolamento accidentale e di fallo di gioco provocato da un compagno;
  • non era stato possibile stabilire se l’insegnante avesse violato l’obbligo di vigilanza.

Tribunale e Corte d’Appello avevano rigettato la domanda, decisione poi confermata dalla Cassazione.


Responsabilità della scuola: contrattuale o extracontrattuale?

La Corte ha ribadito una distinzione fondamentale.

🔹 Responsabilità extracontrattuale (art. 2048 c.c.)

Si applica solo se:

  • il danno è causato da un altro alunno;
  • viene dimostrato l’illecito commesso dal terzo.

Se non è chiaro se l’infortunio sia stato provocato da un altro studente, la presunzione di responsabilità non opera.

🔹 Responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.)

In questo caso:

  • non basta dimostrare che l’alunno si è fatto male a scuola;
  • è necessario provare che l’infortunio sia conseguenza di una mancata o insufficiente vigilanza.

Solo dopo questa prova spetta alla scuola dimostrare che l’evento è stato imprevedibile e inevitabile.


Versioni incoerenti: un errore decisivo

Uno dei punti centrali della sentenza riguarda la contraddittorietà delle ricostruzioni.
La Cassazione sottolinea che non è possibile attribuire responsabilità sulla base di fatti descritti in modo vago o incompatibile, perché ciò violerebbe il diritto di difesa della scuola.

In altre parole:

  • l’evento deve essere descritto in modo preciso e coerente fin dall’inizio;
  • non è ammesso “cambiare versione” durante il processo.

Cosa devono sapere le famiglie

La sentenza lancia un messaggio chiaro:

  • ❌ l’infortunio scolastico non garantisce automaticamente il risarcimento;
  • ✅ è indispensabile documentare come, perché e per colpa di chi è avvenuto l’incidente;
  • ⚠️ senza prove concrete sulla carenza di vigilanza o sull’illecito di un terzo, la domanda risarcitoria rischia di essere respinta.

Conclusione

Con l’ordinanza n. 33392/2025, la Cassazione rafforza un orientamento rigoroso:
la scuola risponde solo se viene dimostrata una reale violazione dei suoi obblighi di vigilanza.

Per le famiglie, questo significa che prima di avviare un’azione legale è fondamentale ricostruire in modo puntuale l’accaduto e valutare attentamente la sussistenza dei presupposti giuridici per il risarcimento.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it

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