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Acqua della diga Gammauta: appello degli agricoltori di Ribera

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L’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera lancia un appello urgente alle istituzioni regionali sulla gestione dell’acqua della diga Gammauta, chiedendo una revisione della concessione attualmente in capo a Enel per usi industriali. La richiesta è indirizzata al Presidente della Regione Siciliana, agli assessori competenti e ai deputati regionali, con l’obiettivo di affrontare una situazione che, secondo l’associazione, rischia di aggravare ulteriormente la crisi idrica.

Acqua della diga Gammauta e priorità di legge

Al centro della segnalazione vi è la scadenza della concessione che consente a Enel di derivare 1000 litri al secondo medi annui dal bacino di Gammauta. L’associazione sottolinea come i cambiamenti climatici stiano determinando una crescente carenza di acqua per usi potabili e agricoli, rendendo necessario un adeguamento delle politiche di gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Secondo quanto evidenziato, la normativa vigente stabilisce una chiara priorità: prima gli usi potabili, poi quelli agricoli e infine quelli industriali. Tuttavia, tali principi non sempre vengono applicati in modo strutturale, ma solo nei momenti di emergenza, come durante i periodi estivi.

Le criticità del sistema Gammauta-Castello

L’analisi proposta dall’associazione mette in luce uno squilibrio tra la capacità dei bacini e l’utilizzo dell’acqua della diga Gammauta. Quest’ultima, infatti, ha una capacità limitata di circa 500.000 metri cubi, mentre la diga Castello può contenere fino a 19 milioni di metri cubi.

Esiste inoltre una bretella che collega i due invasi, consentendo il trasferimento per gravità di circa 600 litri al secondo per circa 100 giorni l’anno, per un totale superiore ai 5 milioni di metri cubi. Una risorsa significativa che, secondo gli agricoltori, dovrebbe essere sfruttata meglio.

Dispersione delle risorse idriche

Un altro punto critico riguarda il destino dell’acqua utilizzata da Enel: dopo la produzione di energia, viene rilasciata a quota 60 metri sul livello del mare, diventando di fatto inutilizzabile per ulteriori accumuli e destinata a raggiungere il mare. Un processo definito dispendioso, soprattutto in un contesto di scarsità idrica legata anche alla gestione dell’acqua della diga Gammauta.

Le proposte degli agricoltori

L’Associazione Liberi Agricoltori propone due possibili soluzioni per una gestione più efficiente dell’acqua della diga Gammauta:

  • Rimodulazione della concessione, introducendo meccanismi automatici che consentano il trasferimento dell’acqua verso la diga Castello nei periodi non irrigui, quando il livello scende sotto gli 11 milioni di metri cubi.
  • Revoca totale della concessione, destinando l’acqua esclusivamente a usi potabili e agricoli e potenziando la bretella esistente.

Secondo l’associazione, quest’ultima soluzione permetterebbe di ampliare significativamente il bacino complessivo, migliorando la capacità di risposta alle esigenze del territorio senza attendere lunghi tempi burocratici.

Dopo le difficoltà vissute negli ultimi due anni da città e campagne dell’agrigentino, gli agricoltori chiedono un intervento concreto e tempestivo. L’obiettivo è evitare il ripetersi di crisi idriche e garantire una gestione più equa e sostenibile delle risorse, a partire proprio da una diversa destinazione dell’acqua della diga Gammauta, nel rispetto delle priorità stabilite dalla legge.

Veronica Gallo
Veronica Gallohttp://www.risoluto.it/
Digital Marketing Expert e Web Content Editor. Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica, d'impresa e Pubblicità e specializzata in Digital Marketing.

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