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Inchiesta sanita’, Cuffaro chiede di patteggiare a tre anni

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L’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta gestione illecita di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia-Cervello, sulle nomine nella sanità siciliana e su presunti appalti pilotati.

I pubblici ministeri hanno già espresso parere favorevole alla richiesta.

La proposta di patteggiamento è stata formalizzata durante l’udienza preliminare davanti al giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere anche sulle richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altri otto imputati coinvolti nell’indagine.

Per poter accedere al rito alternativo, Cuffaro dovrà inoltre risarcire i danni, come previsto dalla normativa vigente.

Nel procedimento risultano imputati per corruzione anche l’ex direttore generale dell’ospedale Villa Sofia-Cervello Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso ospedale, e Vito Raso, storico segretario dell’ex governatore. L’azienda ospedaliera si è costituita parte civile nel processo.

Secondo l’accusa, Cuffaro e gli altri indagati avrebbero pilotato un concorso pubblico finalizzato alla stabilizzazione di quindici operatori socio-sanitari.

Davanti al gup sono finiti inoltre altri soggetti accusati, a vario titolo, di traffico di influenze nell’ambito di un appalto dell’Asp di Siracusa.

Tra questi Mauro Marchese, Marco Dammone e Roberto Spotti, legati alla società Dussman srl, il faccendiere Ferdinando Aiello e l’imprenditore Sergio Mazzola, titolare della Euroservice di Belmonte Mezzagno. Per tutti la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio

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