Si accende il confronto politico sulla gestione del porto di Sciacca dopo la notifica, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, di quattro preavvisi di rigetto relativi a concessioni demaniali intestate al Comune.
A denunciare la vicenda sono i consiglieri comunali di opposizione, che parlano di un quadro “estremamente allarmante” sul piano amministrativo e puntano il dito contro ritardi e mancate integrazioni documentali da parte dell’amministrazione comunale.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, i procedimenti riguardano il pontile galleggiante della banchina San Pietro, il mercato ittico, il mercato del pescatore e la scala metallica di accesso alla statua della Madonna del Soccorso.
Nelle note dell’Autorità Portuale, allegate con la nota stampa dalle opposizioni, viene contestato al Comune di avere presentato le richieste di rinnovo delle concessioni con circa cinque mesi di ritardo rispetto alla scadenza fissata.
Le istanze sarebbero state trasmesse il 18 giugno 2025, a fronte del termine indicato al 20 gennaio 2025.
Inoltre, l’Autorità evidenzia che, nonostante successive richieste di integrazione e diversi solleciti, non sarebbe stata prodotta tutta la documentazione tecnico-amministrativa necessaria per la prosecuzione dell’iter.
Tra gli elementi contestati figurano l’assenza di relazioni tecniche, planimetrie, documentazione Sid, il mancato versamento della cauzione prevista e il pagamento tardivo dei canoni demaniali.
Uno dei preavvisi di rigetto riguarda il rinnovo della concessione del mercato ittico presso la banchina San Paolo.
Nel documento dell’Autorità Portuale si evidenzia che le richieste di integrazione documentale, avanzate già dal giugno 2025, sarebbero rimaste senza riscontro nonostante tavoli tecnici e sopralluoghi congiunti con il Comune e l’autorità marittima.
L’Autorità di Sistema Portuale ha quindi avviato formalmente il procedimento di rigetto concedendo al Comune dieci giorni per eventuali osservazioni e controdeduzioni.
Per i consiglieri di opposizione si tratta di una situazione “di estrema gravità”, perché coinvolge infrastrutture considerate strategiche per lo sviluppo economico, produttivo e turistico della città.
Nel comunicato si sostiene inoltre che l’amministrazione comunale avrebbe più volte minimizzato i ritardi nei rapporti con l’Autorità Portuale.
I firmatari annunciano ora l’intenzione di portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale, chiedendo chiarimenti al sindaco Fabio Termine e alla giunta sulle cause dei ritardi e sulle iniziative che intendono adottare per evitare conseguenze sulla gestione delle strutture portuali cittadine.
Il documento è firmato dai consiglieri Bono, Bivona, Catanzaro Clelia., Maniscalco, Grassadonio, Maglienti, La Barbera, La Bella, Cognata, Catanzaro Giuseppe, Bellanca, Messina, Mandracchia Santangelo. Tra i firmatari anche Nino Venezia e Alberto Sabella.



