21.5 C
Comune di Sciacca

Cavidotto Tunisia-Sicilia, Comune di Sciacca e cooperative pesca presentano osservazioni

Pubblicato:

Il Comune di Sciacca e le principali cooperative della pesca cittadina hanno presentato una serie di osservazioni sul progetto del cavidotto sottomarino che collegherà la Tunisia alla Sicilia, chiedendo garanzie concrete per la tutela dell’ambiente marino e delle attività legate alla pesca.

L’iniziativa coinvolge l’amministrazione comunale e le cooperative Fra Pescatori, Madonna del Soccorso e San Paolo Consulting, che hanno elaborato il documento con il supporto tecnico dell’ingegnere Mario Di Giovanna.

Le osservazioni sono state inviate alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle nell’ambito dell’iter autorizzativo dell’opera.

Il progetto riguarda una grande infrastruttura energetica di collegamento elettrico in corrente continua ad alta tensione tra Kelibia, in Tunisia, e Marinella di Selinunte, per uno sviluppo complessivo di circa 200 chilometri nel Mediterraneo.

Il sindaco di Sciacca Fabio Termine e l’assessore alle Attività Produttive Francesco Dimino hanno evidenziato come l’opera venga considerata strategica sul piano energetico internazionale, ma hanno chiesto che le valutazioni tengano conto delle possibili conseguenze sul territorio e sulle marinerie locali.

Nel documento si sottolinea che il tracciato interesserebbe aree marine strettamente collegate alle tradizionali attività della flotta peschereccia saccense, con possibili effetti economici e produttivi sul comparto. Particolare attenzione viene posta anche alle opere accessorie previste per la posa del cavo, come interventi di scavo sui fondali, protezioni meccaniche e sistemi di difesa dell’infrastruttura contro la pesca a strascico e l’ancoraggio.

Secondo i firmatari, queste attività potrebbero determinare restrizioni permanenti all’utilizzo di alcune zone di mare, limitazioni operative per determinate tecniche di pesca e modifiche alle rotte abitualmente percorse dalle imbarcazioni della marineria locale.

Comune e cooperative ribadiscono inoltre che la salvaguardia dell’ecosistema del Canale di Sicilia deve rappresentare una condizione imprescindibile per la compatibilità dell’intervento. L’obiettivo, viene spiegato, è evitare che la realizzazione del cavidotto produca effetti irreversibili sul lavoro dei pescatori e sull’economia del mare.

Tra le richieste avanzate figurano la tutela della continuità produttiva del settore, la riduzione al minimo delle interferenze con le attività professionali, la protezione degli habitat marini più delicati e l’introduzione di misure compensative in caso di limitazioni operative. Vengono inoltre proposti ristori economici per eventuali riduzioni delle aree di pesca, interventi a sostegno delle infrastrutture portuali e agevolazioni sui costi dell’energia elettrica per i territori coinvolti.

Nel documento si richiama infine la necessità di mantenere un equilibrio tra l’interesse strategico internazionale dell’opera e la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle comunità costiere interessate dal progetto.

Articoli correlati

Articoli Recenti